IL SISTEMA OPERATIVO MS–DOS

Introduzione
Per introdurre il sistema operativo MS–DOS bisogna osservare che la funzione principale di ogni SO è quella di rendere operativi tutti i componenti hardware che costituiscono il computer ed in particolar modo di permettere all’utente di usufruire di tutte le potenzialità offerte dal computer medesimo.
Il DOS è nato proprio con questo specifico obiettivo e permette all’utente di controllare il funzionamento del computer accedendo alle varie funzioni mediante un’interfaccia utente a linea di comando, era una shell (chiamata command), come su tutti i sistemi dell’epoca. In seguito divennero disponibili altre interfacce, basate su menù testuali come ad esempio Norton Commander, o grafiche come il GEM.

 

 

Introduzione
Con il passare degli anni i computer sono diventati dei sistemi sempre più complessi, con software sempre più sofisticati, necessari per gestirne il funzionamento e le interazioni con gli utenti. A causa di questa complessità, il software di un calcolatore può essere suddiviso in due categorie: i programmi di sistema (che controllano e regolano il comportamento del calcolatore stesso) e i programmi applicativi.
I programmi applicativi sono noti a tutti gli utenti di un computer e possono essere di vario tipo: editor di testo, word processor, foglio di calcolo, browser per Internet, giochi, programmi per la riproduzione e la creazione di file multimediali, e così via.
I programmi di sistema invece sono quei programmi che, in gran parte nascosti agli occhi degli utenti comuni, rendono possibile la gestione delle risorse del sistema e ne controllano il funzionamento e l’interfacciamento con l’esterno; tra questi il più importante è il sistema operativo.

Le strutture dati

I vettori
Fino ad ora abbiamo considerato sempre algoritmi adatti a risolvere problemi in cui comparivano variabili semplici. A volte può essere necessario raggruppare insieme valori sotto un unico nome. Abbiamo considerato in precedenza algoritmi per calcolare medie, massimi e minimi. Si basavano sull’acquisizione ripetuta di valori ed opportuni calcoli. La sequenza di dati letti in ingresso era scandita dai valori di una variabile che di volta in volta ne assumeva uno nuovo perdendo gli altri.

Logica Booleana

Come abbiamo visto, la logica del computer è una logica di tipo intrinsecamente binario, a partire dalla rappresentazione di un qualunque dato (una sequenza di bit). Negli anni ’40, quando i progressi tecnologici imposero in breve il computer sulle più tradizionali macchine elettromeccaniche, ci si ritrovò in un territorio all’epoca tutto da esplorare, se non da inventare e cioè la progettazione di componenti elettronici: era infatti loro il compito di implementare la logica binaria nel modo più naturale possibile (corrente/non corrente). Ci si accorse allora elle già da parecchi decenni i logici e i matematici avevano approfondito un settore di ricerca a cavallo tra le due discipline che sembrava fatto su misura per le nuove esigenze dei progettisti: per quanto potesse sembrare strano, infatti, verso la metà dell’Ottocento il matematico inglese George Boole aveva ideato e sviluppato un tipo di calcolo logico del tutto analogo – di più, formalmente equivalente – alla logica dei circuiti binari, che oggi va sotto il nome di logica (o “aritmetica”, a sottolinearne la valenza matematica) booleana.

Gli algoritmi

Introduzione agli algoritmi
Passiamo ora a descrivere come si possono indicare formalmente ad un computer una serie di compiti da svolgere.
Supponiamo di voler mangiare una pastasciutta e di non aver voglia di cucinarla, basta andare al ristorante e ordinare un piatto di tale portata.
L’algoritmo “mangiare una pastasciutta” è fin troppo esplicito per un operatore umano (al quale già il problema originale sembra probabilmente abbastanza elementare da non richiedere, in apparenza, suddivisioni), ma nel caso di un automa richiederebbe di specificare i passi con ben altra complessità.