La nascita di un mercato Internet diffuso, in cui ciascuno può disporre di una propria connessione, ha portalo all’esplosione più che esponenziale della richiesta di gestione e manutenzione dei servizi legati alla Rete.
Come sempre avviene in questi casi, a tale richiesta è subito corrisposta anche una tendenza alla semplificazione degli ambienti già esistenti e allo sviluppo di nuovi, maggiormente amichevoli e di rapido apprendimento.
Così, il tempo e i costi di avviamento di un nodo (sia hardware, software e di risorse umane) hanno subito una diminuzione drastica e continuano a scendere costantemente.

“WEB MADE EASY”
Il caso più clamoroso è quello del World Wide Web, la ragnatela mondiale ormai costituita da decine di migliaia di siti in tutto il mondo. Com’è noto, non è solo una delle tecnologie Internet più recenti, sviluppata presso il CERN di Ginevra negli anni 1989/91, ma anche la più diffusa e popolare, e che molli utenti letteralmente identificano con Internet. I motivi sono abbastanza chiari: il protocollo HTTP (Hyper Text Transfer Protocol) su cui si basa WWW, supportato da browser ormai popolarissimi come Microsoft Edge, Google Chrome o Mozilla FireFox, consente la trasmissione di dati e informazioni con ima ricchezza in precedenza impensabile, realizzando un’effettiva ipertestualità del messaggio. In un unico documento Web convivono testo, immagini e suoni, in un amalgama assolutamente inedito di dati e informazioni che attraverso la Rete viene messo a disposizione di tutti.
La tecnologia Web è nata in anni recenti e già “adulta”, nel senso che sia i programmi client che la implementano che gli ambienti di sviluppo (software di installazione e di gestione del server Web, editor HTML ecc.) fin dall’inizio sono stati sviluppati con interfacce grafiche evolute e “amichevoli”. Questo fatto ha giocalo una parte considerevole nell’incredibile risposta che Web ha avuto in tutto il mondo e che ha portato a una successiva, ulteriore diffusione degli strumenti di sviluppo e manutenzione: oggi la realizzazione di un server Web, cioè di una macchina su cui realizzare siti Web, è alla portata sia economica che tecnologica di praticamente chiunque desideri farlo. L’enorme richiesta per questo tipo di installazioni ha infatti portato alla nascita di ambienti di sviluppo sotto piattaforme commerciali (quali Windows e MacOS) togliendo alle workstation Unix il monopolio sulla gestione dei servizi Internet, e in particolare dei siti Web.
Un esempio è fornito dall’attenzione della Microsoft per ogni tipo di tecnologia Internet e per quella WWW in particolare, considerata strategica. Il sistema operativo Windows NT, per esempio, era sì nato come possibile alternativa a concorrenti come OS/2 e Unix come sistema per workstation/server di Rete (locale, naturalmente: Internet come fenomeno di massa era di là da venire), ma si è definitivamente affermato con la nascita di una vera e propria nuova “figura” di workstation, quella del server Internet.
Limitandoci per semplicità al caso in cui si voglia implementare un server Web, oggi una con figurazione basata su Windows 10 rappresenta una scelta praticabile da pressoché chiunque, sia per costi hardware/software che per competenze necessarie: la documentazione tecnica è infatti abbondante e di facile reperibilità.
Ma cosa deve fare in pratica chi pensasse di attivare un proprio sito Web in proprio, senza affidarsi a un server già esistente gestito da altri?
Lo riassumeremo molto in breve, senza pretesa di completezza tecnica ma solo per dare l’idea di quanto la creazione e l’amministrazione a livello professionale di una risorsa Internet talmente importante come un sito WWW non sia quasi più un compito per specialisti ma solo per persone con una buona cultura informatica e una ragionevole esperienza tecnica. Alcuni dei componenti elencati possono diventare obsoleti in poco tempo (specialmente per quanto riguarda il software), ma sono tutti facilmente reperibili a prezzi mediamente accessibili a privali o gratuiti. 

UN SITO IN BREVE: L’HARDWARE
Sul fronte dell’hardware non esiste ormai alcun problema: il cosiddetto entry level della maggior parte dei rivenditori (cioè la configurazione minima proposta all’utente medio) non è mai inferiore a un PC con processore Intel Core i5 a 350 MHz (o equivalente), con almeno 8 Gb di RAM, un disco rigido da 500 Mb SSD, DVD-Writer a quadrupla velocità.
Si tratta di una configurazione oggi relativamente economica e già quasi sufficiente per i nostri scopi, con l’eccezione forse dela memoria. Anche 8 Gb di RAM possono essere sufficienti ma 32 Mb permettono a Windows di ottenere prestazioni migliori. Ora vediamo come è possibile attrezzare al meglio il nostro PC, con costi leggermente superiori a quelli di un computer per uso domestico ma ancora molto contenuti.

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