Un peso inutile

In tutto l’universo c’è un solo oggetto che pesa esattamente un chilogrammo: è un pezzo di metallo conservato in Francia, che imbarazza gli scienziati.

Dal confronto delle definizioni del SI con quelle precedenti, si osserva la tendenza a dover svincolare le unità di misura fondamentali dai campioni materiali, per associarle a fenomeni fisici. Tra i vantaggi di tale intento vi sono la fedele riproducibilità nello spazio e nel tempo, in quanto le Costanti Universali sono conosciute con tolleranze minime, l’opportunità di poter prescindere da considerazioni soggettive e la possibilità di non associare la definizione a qualcosa di soggetto ad alterazioni ambientali.

DAL MERIDIANO AL METRO CAMPIONE

Introduzione

Prima della Rivoluzione, in Francia regnava il caos per quel che riguardava la diversità di pesi e misure:

la legna da ardere era venduta a corde, il carbone di legna a carrate, il carbon fossile a carra, l’ocra a botti, e il legname carpenteria al marco o alla solive. Si vendevano i frutti cedro alla poinconnée, il sale al moggio, al sestario, a mine, a mezze mine, a staia, a once; la calce si vendeva al poinçon, e i minerali alla raziera. Si comprava l’avena a profenda e il gesso a sacchi; il vino a pinta, a mezza pinta, a caraffa, a quille, a boccale e a mezzetta. L’acquavite si vendeva a brente, il grano a moggi e a salme. Le stoffe, i tappeti e la tappezzeria si compravano ad aune; boschi e prati vano misurati in pertiche, i vigneti in daureés. L’arpento valeva dodici hommées, misura che indicava una giornata lavoro di un uomo; altrettanto valeva per l’ouvrée. Gli speziali pesavano in libbre, once, dramme e scrupoli; la libbra valeva dodici once, l’oncia otto dramme, la dramma tre scrupoli, e lo scrupolo venti grani.

Le lunghezze erano misurate in tese e in piedi del Perù che equivalevano a un pollice, una logne, e otto punti di piede del Re, il quale piede poteva essere quello del Macedonia o di Polonia, e anche quello delle città di Padova, di Pesaro e Urbino. Era, molto approssimativamente l’antico piede della Franca Contea, del Maine e del Perche e il piede di Bordeaux per l’agrimensura. Quattro di questi equivalevano più o meno all’auna di Laval, cinque formavano l’esapodo dei Romani, che era pari alla canna di Tolosa e alla verga di Norai. C’era poi quella di Raucourt, e anche la corda di Marchenoir en Dunois. A Marsiglia, la canna le lenzuola era di circa un quattordicesimo più lunga di quella per la seta. Che confusione: sette – ottocento nomi!

Come mai negli USA si usano 120 volt

Lo standard di 120 V 60 Hz per la distribuzione di energia elettrica non viene utilizzata solo in America, ma anche in molti altri paesi del mondo: Canada, Giappone, Filippine, Guatemala ecc. Quello di 220 V a 50 Hz è lo standard più adottato. Questo perché subito la scoperta dell’elettricità non c’era un organo che dava delle direttive in merito, c’erano piccoli produttori di apparecchi e centrali che facevano ognuno quello che volevano. Solo in seguito, visto il largo impiego di questa nuova forma di energia, si è deciso di porre rimedio a tutte quelle problematiche tipo lampade che si bruciavano, apparecchi che funzionavano male o motori che giravano più lentamente se alimentati da un’altra presa, ecc. In Europa si è deciso quindi di adottare lo standard che abbiamo oggi cioè i 220/240 V 50 Hz (che poi è lo standard civile, quello industriale è 380/400 V 50 Hz).

La pila di Volta accende Napoleone

L’interesse di Bonaparte per le scienze ha radici antiche. Fin dal 5 nevoso, anno VI della Repubblica Una e Indivisibile (26 dicembre 1797, secondo il vecchio calendario), ancora semplice generale, viene eletto a far parte dell’istituto nazionale di Scienze ed Arti, come membro della prima classe: Scienze fisiche e matematiche. Questa nomina, di carattere essenzialmente civile, è per Bonaparte un motivo di profonda soddisfazione. «Sapevo bene quel che facevo» dirà più tardi al Consiglio di Stato «quando, generale d’armata, prendevo la qualità di membro dell’istituto: ero sicuro d’essere compreso, fin dall’ultimo tamburino.» Difatti, il suo appoggio alle Scienze e ai loro cultori sarà sempre costante.