Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da grandi progressi nel campo informatico e in quello delle telecomunicazioni. Dall’uso “combinato” delle tecniche proprie delle due discipline è nata la telematica.

LA TELEMATICA
Con questo termine si intende, appunto, la trasmissione di informazioni attuata per mezzo di computer. Come abbiamo già avuto modo di osservare, è ormai stato superato il modello tradizionale, costituito da un elaboratore centrale collegato a un certo numero di terminali non intelligenti, e, ai nostri giorni, il vocabolo rete viene usato per indicare strutture che contengono molto spesso più elementi capaci di elaborazioni autonome, possono assumere tipologie molto diverse e raggiungono, a volte, un elevatissimo grado di complessità, hi ogni caso, gli elementi costitutivi di una rete sono i nodi e i collegamenti.
Nell’ambito dei nodi applicativi (quelli, cioè, usati per l’esecuzione di applicazioni) prende il nome di calcolatore ospite (host computer) un elaboratore le cui risorse (banche dati, programmi ecc.) sono a disposizione degli utenti della rete. Per accedere ai servizi offerti da una rete, si utilizza un terminale, che può essere intelligente oppure no.
Per realizzare i collegamenti tra i nodi, si usano linee di comunicazione, che possono essere costituite da cavi (usati nel caso di reti locali che coprono piccole distanze, come accade, per esempio, nell’ambito di un edificio) oppure linee telefoniche o ponti radio o altro (nel caso di reti geografiche, che possono estendersi su mi territorio anche molto vasto). Il "traffico” delle informazioni che circolano lungo le linee di una rete può essere intenso e la sua gestione molto complessa, perché sono tanti gli aspetti da considerare: la scelta del percorso da seguire, il controllo della correttezza della trasmissione, il bilanciamento del carico sulle linee ecc.
lutti questi problemi vengono risolti per mezzo di prodotti software appositi, cioè progettati per il controllo della rete: inoltre, esistono elaboratori (che vengono anche chiamati nodi comunicativi) il cui scopo è esclusivamente quello di ospitare programmi di questo tipo. È chiaro che. in situazioni così complesse, si presenta il problema di mantenere un controllo centralizzalo dei dati e delle elaborazioni.


I NODI COMUNICATIVI
Consideriamo, per esempio, il caso di un’azienda in cui ogni filiale disponga di risorse per l’elaborazione dei dati. Può accadere allora che ciascuna di esse registri e poi elabori localmente le informazioni relative ai propri clienti e alle proprie vendite. È chiaro che. dal punto di vista logico e gestionale, è più facile controllare un unico archivio centralizzalo piuttosto che avere i dati distribuiti su più archivi, soprattutto nel caso in cui si vogliano eseguire delle elaborazioni globali oppure si voglia accedere da una filiale ai dati di un’altra.
Un grande vantaggio, che nasce dalla condivisione delle risorse all’interno di mia rete, è rappresentato dal fatto che le applicazioni disponibili possono risultare sparse sui vari elaboratori che ne fanno parte: ogni utente, però, le può utilizzare quando ne ha bisogno. Si ha, quindi, una distribuzione dei dati ma anche dei programmi.
La necessità di inviare messaggi, cioè di “far viaggiare” informazioni all’interno di una rete, può nascere da moltissime situazioni. Per esempio, un utente può inviare a un altro una comunicazione (un saluto, un avviso ecc.). Il testo può essere indirizzato, in certi casi, direttamente al terminale del destinatario. Analogamente, si possono trasmettere immagini o suoni. Oppure può capitare che si debbano trasferire tutti i record di un file da un elaboratore appartenente alla rete a un altro (che provvede poi a memorizzarlo sulla propria memoria periferica).
Si può anche richiedere l’esecuzione di programmi che risiedono su un calcolatore della rete diverso da quello che si sta utilizzando. In ogni caso, però, qualunque sia lo scopo e la tipologia del messaggio, esso è costituito da una successione di byte (ricordiamo che l’elaboratore “lavora” sui bit. che possono assumere due valori, 0 e 1; i bit, a loro volta, vengono raggruppati in byte).
Ai byte che sono necessari a rappresentare il contenuto vero e proprio del messaggio, occorre poi aggiungerne altri, che vengono utilizzali dal sistema di gestione della rete e che indicano, tra le altre cose, il mittente e il destinatario. Allo stesso modo, quando si usa il servizio postale, non si può spedire una lettera se non si specifica correttamente (indirizzo al quale deve essere inviata. Poiché un byte è costituito da 8 bit, possiamo concludere che un messaggio non è altro che una successione di bit (cioè di valori pari a 0 o 1), che devono essere spediti verso il destinatario inviando lungo una linea opportuni segnali. Può accadere che, a causa di disturbi presenti lungo la linea, i segnali trasmessi vengano danneggiati e che uno 0 diventi un 1 o viceversa. Occorre, allora, adottare opportuni procedimenti per assicurarsi della correttezza del messaggio ricevuto.

LA PARALLELA
La trasmissione si dice parallela se gli 8 bit che costituiscono un byte vengono trasmessi contemporaneamente: questo sistema viene usato su distanze molto brevi. Si parla, invece, di trasmissione seriale. quando viene trasmesso un bit alla volta.
La velocità di trasmissione viene misurata in numero di bit per secondo (bps). Spesso, a dire il vero, la velocità di una linea viene indicata in baud, ma è il caso di rilevare che la velocità in bit non coincide necessariamente con quella in baud, perché quest'ultima indica quante volte, in un secondo, il mezzo di trasmissione è in grado di cambiare il segnale trasmesso. Se il segnale può assumere solo due stati, si associa a uno di essi il valore 0 e all'altro il valore 1: in questo caso il segnale “trasporta” un bit e quindi la velocità di 1 baud corrisponde alla velocità di 1 bps. Se, però, il segnale può assumere quattro stati, si può associare a ognuno di essi una coppia di bit. In questo caso, allora, il segnale “trasporta” due bit e quindi la velocità di un baud corrisponde alla velocità di 2 bps. In generale, il numero di bit trasportati aumenta parallelamente al numero di possibilità per gli stati del segnale.
Le linee appartenenti a una rete nn hanno necessariamente tulle la stessa velocità e può accadere, anzi, che più linee a bassa velocità confluiscano in un concentratore, che poi trasmette tutti i messaggi ricevuti su un’unica linea ad alta velocità.
Un mezzo di trasmissione può essere simplex (la trasmissione avviene solo in un senso, come in un canale televisivo), half duplex (la trasmissione avviene nei due sensi, ma alternativamente) oppure full duplex (la trasmissione può avvenire nei due sensi contemporaneamente, come in una conversazione telefonica).
Una linea full duplex permette di scambiare messaggi piò velocemente di una linea half duplex, ma è più costosa. Il trasporto, lungo una linea, dei dati inviati da un elaboratore presenta, soprattutto su grandi distanze, diversi problemi. Il computer, infatti, produce segnali elettrici che rappresentano la successione di bit da trasmettere.
Se, però, un messaggio di questo tipo deve “viaggiare’’ lungo una linea telefonica, quest’ultima, essendo progettata per onde elettromagnetiche, non può trasmetterlo esattamente come lo riceve; occorre utilizzare un apposito apparecchio, che si chiama modem (inodulatore/deinodulatore); esso è in grado di generare un’onda elettromagnetica, la quale viene poi modificata in modo da rappresentare correttamente i segnali emessi dal computer. Naturalmente, quando il messaggio raggiunge il destinatario, occorre operare la trasformazione inversa, utilizzando, quindi, un altro modem. È importante osservare che il messaggio, così trasformato dal processo di modulazione, subisce meno i danni provocati da eventuali disturbi presenti sulla linea.

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Come abbiamo già avuto modo di osservare, è ormai stato superato il modello tradizionale, costituito da un elaboratore centrale collegato a un certo numero di terminali non intelligenti, e, ai nostri giorni, il vocabolo rete viene usato per indicare strutture che contengono molto spesso più elementi capaci di elaborazioni autonome, possono assumere tipologie molto diverse e raggiungono, a volte, un elevatissimo grado di complessità, hi ogni caso, gli elementi costitutivi di una rete sono i nodi e i collegamenti.Nell’ambito dei nodi applicativi (quelli, cioè, usati per l’esecuzione di applicazioni) prende il nome di calcolatore ospite (host computer) un elaboratore le cui risorse (banche dati, programmi ecc.) sono a disposizione degli utenti della rete. Per accedere ai servizi offerti da una rete, si utilizza un terminale, che può essere intelligente oppure no.Per realizzare i collegamenti tra i nodi, si usano linee di comunicazione, che possono essere costituite da cavi (usati nel caso di reti locali che coprono piccole distanze, come accade, per esempio, nell’ambito di un edificio) oppure linee telefoniche o ponti radio o altro (nel caso di reti geografiche, che possono estendersi su mi territorio anche molto vasto). Il traffico” delle informazioni che circolano lungo le linee di una rete può essere intenso e la sua gestione molto complessa, perché sono tanti gli aspetti da considerare: la scelta del percorso da seguire, il controllo della correttezza della trasmissione, il bilanciamento del carico sulle linee ecc.lutti questi problemi vengono risolti per mezzo di prodotti software appositi, cioè progettati per il controllo della rete: inoltre, esistono elaboratori (che vengono anche chiamati nodi comunicativi) il cui scopo è esclusivamente quello di ospitare programmi di questo tipo. È chiaro che. in situazioni così complesse, si presenta il problema di mantenere un controllo centralizzalo dei dati e delle elaborazioni. I NODI COMUNICATIVIConsideriamo, per esempio, il caso di un’azienda in cui ogni filiale disponga di risorse per l’elaborazione dei dati. Può accadere allora che ciascuna di esse registri e poi elabori localmente le informazioni relative ai propri clienti e alle proprie vendite. È chiaro che. dal punto di vista logico e gestionale, è più facile controllare un unico archivio centralizzalo piuttosto che avere i dati distribuiti su più archivi, soprattutto nel caso in cui si vogliano eseguire delle elaborazioni globali oppure si voglia accedere da una filiale ai dati di un’altra.Un grande vantaggio, che nasce dalla condivisione delle risorse all’interno di mia rete, è rappresentato dal fatto che le applicazioni disponibili possono risultare sparse sui vari elaboratori che ne fanno parte: ogni utente, però, le può utilizzare quando ne ha bisogno. Si ha, quindi, una distribuzione dei dati ma anche dei programmi.La necessità di inviare messaggi, cioè di “far viaggiare” informazioni all’interno di una rete, può nascere da moltissime situazioni. Per esempio, un utente può inviare a un altro una comunicazione (un saluto, un avviso ecc.). Il testo può essere indirizzato, in certi casi, direttamente al terminale del destinatario. Analogamente, si possono trasmettere immagini o suoni. Oppure può capitare che si debbano trasferire tutti i record di un file da un elaboratore appartenente alla rete a un altro (che provvede poi a memorizzarlo sulla propria memoria periferica).Si può anche richiedere l’esecuzione di programmi che risiedono su un calcolatore della rete diverso da quello che si sta utilizzando. In ogni caso, però, qualunque sia lo scopo e la tipologia del messaggio, esso è costituito da una successione di byte (ricordiamo che l’elaboratore “lavora” sui bit. che possono assumere due valori, 0 e 1; i bit, a loro volta, vengono raggruppati in byte).Ai byte che sono necessari a rappresentare il contenuto vero e proprio del messaggio, occorre poi aggiungerne altri, che vengono utilizzali dal sistema di gestione della rete e che indicano, tra le altre cose, il mittente e il destinatario. Allo stesso modo, quando si usa il servizio postale, non si può spedire una lettera se non si specifica correttamente (indirizzo al quale deve essere inviata. Poiché un byte è costituito da 8 bit, possiamo concludere che un messaggio non è altro che una successione di bit (cioè di valori pari a 0 o 1), che devono essere spediti verso il destinatario inviando lungo una linea opportuni segnali. Può accadere che, a causa di disturbi presenti lungo la linea, i segnali trasmessi vengano danneggiati e che uno 0 diventi un 1 o viceversa. Occorre, allora, adottare opportuni procedimenti per assicurarsi della correttezza del messaggio ricevuto. LA PARALLELALa trasmissione si dice parallela se gli 8 bit che costituiscono un byte vengono trasmessi contemporaneamente: questo sistema viene usato su distanze molto brevi. Si parla, invece, di trasmissione seriale. quando viene trasmesso un bit alla volta.La velocità di trasmissione viene misurata in numero di bit per secondo (bps). Spesso, a dire il vero, la velocità di una linea viene indicata in baud, ma è il caso di rilevare che la velocità in bit non coincide necessariamente con quella in baud, perché questultima indica quante volte, in un secondo, il mezzo di trasmissione è in grado di cambiare il segnale trasmesso. Se il segnale può assumere solo due stati, si associa a uno di essi il valore 0 e allaltro il valore 1: in questo caso il segnale “trasporta” un bit e quindi la velocità di 1 baud corrisponde alla velocità di 1 bps. Se, però, il segnale può assumere quattro stati, si può associare a ognuno di essi una coppia di bit. In questo caso, allora, il segnale “trasporta” due bit e quindi la velocità di un baud corrisponde alla velocità di 2 bps. In generale, il numero di bit trasportati aumenta parallelamente al numero di possibilità per gli stati del segnale.Le linee appartenenti a una rete nn hanno necessariamente tulle la stessa velocità e può accadere, anzi, che più linee a bassa velocità confluiscano in un concentratore, che poi trasmette tutti i messaggi ricevuti su un’unica linea ad alta velocità.Un mezzo di trasmissione può essere simplex (la trasmissione avviene solo in un senso, come in un canale televisivo), half duplex (la trasmissione avviene nei due sensi, ma alternativamente) oppure full duplex (la trasmissione può avvenire nei due sensi contemporaneamente, come in una conversazione telefonica).Una linea full duplex permette di scambiare messaggi piò velocemente di una linea half duplex, ma è più costosa. Il trasporto, lungo una linea, dei dati inviati da un elaboratore presenta, soprattutto su grandi distanze, diversi problemi. Il computer, infatti, produce segnali elettrici che rappresentano la successione di bit da trasmettere.Se, però, un messaggio di questo tipo deve “viaggiare’’ lungo una linea telefonica, quest’ultima, essendo progettata per onde elettromagnetiche, non può trasmetterlo esattamente come lo riceve; occorre utilizzare un apposito apparecchio, che si chiama modem (inodulatore/deinodulatore); esso è in grado di generare un’onda elettromagnetica, la quale viene poi modificata in modo da rappresentare correttamente i segnali emessi dal computer. Naturalmente, quando il messaggio raggiunge il destinatario, occorre operare la trasformazione inversa, utilizzando, quindi, un altro modem. È importante osservare che il messaggio, così trasformato dal processo di modulazione, subisce meno i danni provocati da eventuali disturbi presenti sulla linea. Powered By GSpeech