Tutti gli esseri viventi che stabiliscono relazioni con altri esseri della stessa specie o di specie diverse usano una qualche forma di comunicazione. Le forme della comunicazione adottate dagli uomini sono più sofisticate rispetto a quelle di altre specie, ma anche moltissimi animali comunicano fra di loro. Ormai è accertato che i delfini e altre specie evolute hanno sviluppato un loro linguaggio, ma sono forme di comunicazione anche le danze delle api, che così informano le altre operaie sulla presenza e la collocazione del polline. Molti pesci “comunicano” con i loro colori il possesso di un territorio, molte specie di uccelli cambiano piumaggio nel tempo dell’accoppiamento. La natura ci mostra un incredibile e affascinante repertorio di messaggi fra gli esseri viventi.

Le relazioni fra gli uomini sono caratterizzate dalla presenza della comunicazione verbale, cioè basata sulla parola. Si parla per raccontare fatti, per esprimere idee o emozioni, per istruire. Per moltissimi anni, prima della nascita della scrittura, la tradizione orale ha consentito la trasmissione delle conoscenze da una generazione all’altra.

Esistono però molte forme di comunicazione non verbale, spesso ingiustamente trascurate. Sotto questa voce rientrano tutti i modi di comunicare, diversi dal linguaggio parlato o scritto, mediante i quali un individuo entra in relazione con altri. Ne fanno parte la gestualità, gli atteggiamenti, le espressioni del viso, il tono della voce, il modo di vestire e molti altri ancora. La comunicazione non verbale è in talune situazioni anche più efficace di quella verbale, riuscendo a toccare l’interlocutore sul piano emotivo e trasmettendo informazioni sul carattere, la cultura e il modo di sentire dell’emittente. Inoltre, la comunicazione non verbale è spesso di tipo involontario, in quanto non avviene per scelta ragionata dell’emittente, ma deriva solo dalla sua presenza. Secondo lo studioso Erwing Goffman, la comunicazione non verbale ha i caratteri tipici della continuità e della involontarietà. L’uomo non può evitare di compiere dei gesti, di assumere certe espressioni del viso, e così via.

Un tipo particolare di comunicazione non verbale è costituito dalla comunicazione visiva. Con questo termine si definisce qualsiasi processo di comunicazione che utilizza il canale visivo (arti grafiche, fotografia, design, moda, mimo, danza). In questo campo è fondamentale la scelta del linguaggio usato per comunicare un contenuto. L’artista dovrà trovare la forma rappresentativa giusta per riportare il suo messaggio su tela o nel marmo, il fotografo o il regista cercheranno nella luce o nella struttura dell’immagine il tessuto più adatto per suscitare emozioni in chi guarda il loro lavoro.

Nell’epoca attuale, caratterizzata dai sistemi di comunicazione di massa, il concetto di comunicazione visiva ha finito con l’includere forme di comunicazione costituite solo in parte da elementi visivi. Per esempio, la televisione, il cinema, il teatro, sono processi di comunicazione caratterizzati anche dal coinvolgimento di altri sensi, soprattutto l’udito. Si parla in questi casi di comunicazione sincretica, cioè una forma di comunicazione in grado di coinvolgere più sensi contemporaneamente.

  Click to listen highlighted text! Tutti gli esseri viventi che stabiliscono relazioni con altri esseri della stessa specie o di specie diverse usano una qualche forma di comunicazione. Le forme della comunicazione adottate dagli uomini sono più sofisticate rispetto a quelle di altre specie, ma anche moltissimi animali comunicano fra di loro. Ormai è accertato che i delfini e altre specie evolute hanno sviluppato un loro linguaggio, ma sono forme di comunicazione anche le danze delle api, che così informano le altre operaie sulla presenza e la collocazione del polline. Molti pesci “comunicano” con i loro colori il possesso di un territorio, molte specie di uccelli cambiano piumaggio nel tempo dell’accoppiamento. La natura ci mostra un incredibile e affascinante repertorio di messaggi fra gli esseri viventi. Le relazioni fra gli uomini sono caratterizzate dalla presenza della comunicazione verbale, cioè basata sulla parola. Si parla per raccontare fatti, per esprimere idee o emozioni, per istruire. Per moltissimi anni, prima della nascita della scrittura, la tradizione orale ha consentito la trasmissione delle conoscenze da una generazione all’altra. Esistono però molte forme di comunicazione non verbale, spesso ingiustamente trascurate. Sotto questa voce rientrano tutti i modi di comunicare, diversi dal linguaggio parlato o scritto, mediante i quali un individuo entra in relazione con altri. Ne fanno parte la gestualità, gli atteggiamenti, le espressioni del viso, il tono della voce, il modo di vestire e molti altri ancora. La comunicazione non verbale è in talune situazioni anche più efficace di quella verbale, riuscendo a toccare l’interlocutore sul piano emotivo e trasmettendo informazioni sul carattere, la cultura e il modo di sentire dell’emittente. Inoltre, la comunicazione non verbale è spesso di tipo involontario, in quanto non avviene per scelta ragionata dell’emittente, ma deriva solo dalla sua presenza. Secondo lo studioso Erwing Goffman, la comunicazione non verbale ha i caratteri tipici della continuità e della involontarietà. L’uomo non può evitare di compiere dei gesti, di assumere certe espressioni del viso, e così via. Un tipo particolare di comunicazione non verbale è costituito dalla comunicazione visiva. Con questo termine si definisce qualsiasi processo di comunicazione che utilizza il canale visivo (arti grafiche, fotografia, design, moda, mimo, danza). In questo campo è fondamentale la scelta del linguaggio usato per comunicare un contenuto. L’artista dovrà trovare la forma rappresentativa giusta per riportare il suo messaggio su tela o nel marmo, il fotografo o il regista cercheranno nella luce o nella struttura dell’immagine il tessuto più adatto per suscitare emozioni in chi guarda il loro lavoro. Nell’epoca attuale, caratterizzata dai sistemi di comunicazione di massa, il concetto di comunicazione visiva ha finito con l’includere forme di comunicazione costituite solo in parte da elementi visivi. Per esempio, la televisione, il cinema, il teatro, sono processi di comunicazione caratterizzati anche dal coinvolgimento di altri sensi, soprattutto l’udito. Si parla in questi casi di comunicazione sincretica, cioè una forma di comunicazione in grado di coinvolgere più sensi contemporaneamente. Powered By GSpeech