1. Dal bilancio energetico alla misura
Nei circuiti precedenti abbiamo distinto la potenza istantanea dalla sua media temporale. Per un bipolo con convenzione dell’utilizzatore, la potenza assorbita istantanea è il prodotto della tensione per la corrente, riferite in modo coerente. Un wattmetro ideale restituisce la media di questo prodotto, non il prodotto arbitrario di due valori efficaci.
In regime sinusoidale stazionario, usando i fasori dei valori efficaci, si ottiene la relazione già consolidata per la potenza attiva:
Un misuratore elettronico può campionare e moltiplicare direttamente i segnali istantanei. Un wattmetro elettrodinamico realizza invece un’azione media proporzionale, nelle condizioni nominali, al prodotto tensione–corrente. La lettura è una potenza espressa in watt (W).
2. Struttura di un wattmetro e connessioni
Il wattmetro presenta un circuito amperometrico, da inserire in serie al conduttore percorso dalla corrente da misurare, e un circuito voltmetrico, collegato in parallelo alla differenza di potenziale di riferimento. Nel wattmetro elettrodinamico il circuito amperometrico è generalmente associato alla bobina fissa, mentre il circuito voltmetrico attraversa la bobina mobile mediante un opportuno resistore. Negli strumenti digitali le stesse grandezze sono acquisite attraverso sensori e ingressi di misura.
Le marcature di polarità indicano quale verso di corrente e quale riferimento di tensione producano una lettura positiva. Se i riferimenti sono quelli dell’utilizzatore, il valore positivo rappresenta una potenza assorbita. L’inversione di uno solo dei riferimenti cambia il segno della lettura.

3. Convenzioni per le reti trifase
Indichiamo con a, b, c i conduttori di linea. Le correnti \(i_a,i_b,i_c\) sono positive dal generatore verso il carico. Le tensioni concatenate sono definite da \(u_{ab}=v_a-v_b\), \(u_{bc}=v_b-v_c\) e \(u_{ac}=v_a-v_c\). Quando presente, il neutro N costituisce il riferimento delle tensioni di fase \(u_{aN},u_{bN},u_{cN}\).
Fissare preventivamente queste convenzioni è essenziale: la sola indicazione dei moduli di tensione e corrente non basta per stabilire il segno delle letture.
4. Sistema a quattro fili: metodo dei tre wattmetri
In una rete trifase con neutro accessibile è possibile inserire un wattmetro su ciascuna linea: il circuito amperometrico misura la relativa corrente di linea; il circuito voltmetrico legge la tensione della linea rispetto al neutro. I tre strumenti operano con la medesima convenzione passiva.
La relazione vale anche per un carico squilibrato. In regime sinusoidale, i singoli valori possono essere scritti come \(W_k=\mathrm{Re}(\underline U_{kN}\underline I_k^{*})\). La somma restituisce la potenza attiva trasferita ai tre rami osservati, se i morsetti voltmetrici si riferiscono al medesimo nodo N e le correnti sono coerentemente orientate.

Se vi sono cadute nei conduttori o più carichi in cascata, la posizione dei punti di misura delimita il bilancio energetico. La potenza letta all’origine comprende le eventuali perdite a valle del punto di osservazione.
5. Sistema a tre fili: perché bastano due wattmetri
In assenza di un quarto conduttore che trasporti corrente, la legge di Kirchhoff impone istante per istante:
Scegliamo il conduttore c come riferimento dei due circuiti voltmetrici. Inseriamo il primo circuito amperometrico nella linea a e il secondo nella linea b. I circuiti voltmetrici sono collegati, rispettivamente, tra a e c e tra b e c, con segno positivo sul primo terminale indicato.
6. Dimostrazione generale del metodo Aron
La potenza elettrica istantanea trasferita attraverso la sezione di ingresso delle tre linee, usando un riferimento arbitrario O per i potenziali, è:
\(p_{\mathrm{tot}}(t)=v_a i_a+v_b i_b+v_c i_c\).
Dalla legge di Kirchhoff \(i_c=-i_a-i_b\). Sostituendo:
Facendo la media temporale nel periodo di osservazione, si ricava:
Questa identità non presuppone l’equilibrio delle correnti o delle impedenze. Inoltre la dimostrazione istantanea non richiede che le forme d’onda siano sinusoidali: serve che la rete sia effettivamente a tre fili e che gli strumenti riproducano correttamente la media dei prodotti tensione–corrente. In presenza di dispersioni o ulteriori percorsi di corrente, la relazione va riferita alla sezione reale di misura.

7. Espressione fasoriale in regime sinusoidale
Quando tensioni e correnti sono sinusoidali alla stessa frequenza, possiamo usare i fasori efficaci:
Le tensioni impiegate nell’inserzione Aron sono concatenate. È quindi scorretto sostituire automaticamente una tensione di fase ai valori \(U_{ac}\) o \(U_{bc}\). Nel caso di un carico squilibrato, gli angoli dei due prodotti fasoriali sono differenti e non si riducono a un unico angolo di sfasamento del carico.
8. Aron su un carico equilibrato: formule delle letture
Supponiamo una terna simmetrica a sequenza diretta a–b–c e un carico equilibrato. Assumiamo che ciascuna corrente ritardi la corrispondente tensione di fase di un angolo \(\varphi\), positivo per un carico induttivo. Con l’inserzione precedentemente definita, gli angoli di misura sono \(\varphi-30^\circ\) e \(\varphi+30^\circ\).
Le due letture non sono in generale uguali, neppure quando tutte le impedenze di fase sono identiche. La loro somma, applicando l’identità trigonometrica della somma dei coseni, diventa:
La differenza fornisce, sempre nelle stesse condizioni:

9. Determinazione di potenza reattiva e fattore di potenza
Per un sistema sinusoidale equilibrato, con la convenzione di segno fin qui adottata, la potenza reattiva complessiva e il fattore di potenza si deducono dalle due letture:
Quando \(P_{\mathrm{tot}}\neq0\), l’angolo può essere ricavato con la funzione arcotangente appropriata al quadrante e il fattore di potenza vale \(\cos\varphi\). Le formule appena ricavate non permettono, in generale, di determinare la potenza reattiva totale di un carico trifase arbitrariamente squilibrato.
Infatti, pur restando valida la somma \(P_{\mathrm{tot}}=W_1+W_2\), la differenza fra due wattmetri non corrisponde più a una sola relazione trigonometrica descritta da un unico angolo di sfasamento. In caso di squilibrio si deve ricavare la potenza reattiva dalle grandezze di fase appropriate oppure utilizzare un analizzatore che calcoli le grandezze richieste secondo la definizione dichiarata.
10. Letture positive, nulle e negative
Per carichi equilibrati passivi con \(-90^\circ\leq\varphi\leq90^\circ\), possiamo distinguere alcuni casi esemplari:
| Condizione | W₁ | W₂ | Interpretazione |
|---|---|---|---|
| φ = 0° | positiva | positiva, uguale a W₁ | Carico puramente resistivo |
| φ = +60° | positiva | nulla | Carico induttivo, cos φ = 0,5 |
| +60° < φ < +90° | positiva | negativa | Carico induttivo con cos φ < 0,5 |
| φ = −60° | nulla | positiva | Carico capacitivo, cos φ = 0,5 |
| −90° < φ < −60° | negativa | positiva | Carico capacitivo con cos φ < 0,5 |
La somma resta algebrica. Sottrarre in modo improprio il modulo di una lettura negativa o invertirne arbitrariamente il segno produce errori nel calcolo della potenza.

11. Come misurare la potenza reattiva
Un wattmetro misura la potenza attiva associata alle tensioni e alle correnti applicate ai suoi morsetti. La determinazione della potenza reattiva richiede invece una misura in quadratura, realizzabile mediante strumenti dedicati, analizzatori di rete oppure particolari inserzioni wattmetriche. In regime sinusoidale, la misura in quadratura consiste nell’utilizzare una grandezza di riferimento sfasata di 90° rispetto alla tensione considerata, rispettando le convenzioni di segno. Le formule indirette ricavate dal metodo Aron richiedono inoltre le specifiche condizioni di equilibrio del sistema trifase.
Nel caso sinusoidale equilibrato il metodo Aron consente il calcolo indiretto di \(Q\) dalla differenza delle letture. In una rete sinusoidale squilibrata si può invece determinare la potenza reattiva complessiva sommando le parti immaginarie delle potenze complesse di fase, usando tensioni e correnti effettive e una rappresentazione coerente del carico:
In un sistema sinusoidale a tre fili, la potenza complessa totale è indipendente dal riferimento comune scelto per le tensioni, poiché la somma fasoriale delle correnti di linea è nulla. Tuttavia, per determinare le potenze dei singoli rami di un carico squilibrato, occorre utilizzare le tensioni effettivamente applicate a ciascun ramo e le rispettive correnti. In un collegamento a stella senza neutro bisogna quindi considerare lo spostamento del centro stella; in un collegamento a triangolo si utilizzano le tensioni concatenate e le correnti di ramo.
In presenza di distorsione armonica, la definizione della potenza reattiva e delle grandezze non attive richiede ulteriori precisazioni metrologiche: non si applicano automaticamente le formule sinusoidali.
12. Esempio numerico: carico equilibrato
Consideriamo un sistema trifase sinusoidale equilibrato con tensione concatenata efficace \(U_L=400\,\mathrm V\), corrente di linea \(I_L=10\,\mathrm A\) e fattore di potenza induttivo \(\cos\varphi=0{,}8\). Si ha \(\varphi\approx36{,}87^\circ\).
Le letture dei due wattmetri, con le convenzioni fissate, sono:
\(W_1=400\cdot10\cos(36{,}87^\circ-30^\circ)\approx3971{,}28\,\mathrm W\) \(W_2=400\cdot10\cos(36{,}87^\circ+30^\circ)\approx1571{,}28\,\mathrm W\)La potenza reattiva ricavata dalle letture vale \(Q=\sqrt3(3971{,}28-1571{,}28)=4156{,}92\,\mathrm{var}\). Il controllo indipendente \(Q=\sqrt3\cdot400\cdot10\cdot0{,}6=4156{,}92\,\mathrm{var}\) conferma il risultato.
13. Esempio numerico: quattro fili squilibrati
Consideriamo tensioni di fase simmetriche di 230 V efficaci e tre impedenze indipendenti collegate tra le linee e un neutro ideale: \(Z_a=20\,\Omega\), \(Z_b=(30+j20)\,\Omega\), \(Z_c=(40-j10)\,\Omega\).
Per ogni ramo vale \(P_k=U_f^2\operatorname{Re}(1/Z_k)\). Si ottengono:
| Ramo | Potenza attiva |
|---|---|
| a | 2645,00 W |
| b | 1220,77 W |
| c | 1244,71 W |
Il carico è squilibrato, ma i tre wattmetri misurano le singole potenze attive di fase e la somma restituisce la potenza totale. La corrente di neutro può essere diversa da zero: questo non altera la validità della somma, se ciascuna misura si riferisce alla stessa sezione d’ingresso del carico.
14. Esempio numerico: Aron con stella squilibrata e neutro assente
Consideriamo un generatore simmetrico a sequenza diretta, con tensioni di fase ideali di 230 V efficaci rispetto al centro stella del generatore:
\(\underline E_a=230\angle0^\circ\,\mathrm V\), \(\underline E_b=230\angle(-120^\circ)\,\mathrm V\), \(\underline E_c=230\angle120^\circ\,\mathrm V\).
Le impedenze del carico sono \(Z_a=20\,\Omega\), \(Z_b=30+j20\,\Omega\) e \(Z_c=40-j10\,\Omega\). Il centro stella del carico è flottante e il neutro non è collegato. Le ammettenze sono \(Y_k=1/Z_k\) e la tensione del centro stella del carico rispetto al centro del generatore è:
Dal calcolo si ottiene \(\underline V_{N'}\approx18{,}329+j14{,}047\,\mathrm V\). Le correnti dei tre rami, calcolate con \(\underline I_k=(\underline E_k-\underline V_{N'})/Z_k\), risultano:
\(\underline I_a\approx10{,}584-j0{,}702\,\mathrm A\) \(\underline I_b\approx-6{,}357-j2{,}870\,\mathrm A\) \(\underline I_c\approx-4{,}226+j3{,}572\,\mathrm A\)Le tre correnti soddisfano \(\underline I_a+\underline I_b+\underline I_c\approx0\), entro gli arrotondamenti. Dalla somma delle potenze complesse dei rami si ottiene:
Colleghiamo ora i wattmetri secondo Aron, usando \(\underline U_{ac}=\underline E_a-\underline E_c\) e \(\underline U_{bc}=\underline E_b-\underline E_c\):
\(W_1=\operatorname{Re}(\underline U_{ac}\underline I_a^*)\approx3791{,}22\,\mathrm W\) \(W_2=\operatorname{Re}(\underline U_{bc}\underline I_b^*)\approx1143{,}15\,\mathrm W\)La misura della potenza attiva è corretta. Tuttavia, applicando impropriamente la formula riservata al caso equilibrato si otterrebbe \(\sqrt3(W_1-W_2)\approx4586{,}60\,\mathrm{var}\), anziché \(Q_{\mathrm{carico}}\approx666{,}81\,\mathrm{var}\). Lo scarto è enorme e dimostra perché non si può usare la differenza delle letture Aron come formula generale della potenza reattiva.
15. Errori e limiti degli strumenti
Gli errori comprendono incertezza di calibrazione e classe dello strumento, errori dei sensori di corrente e tensione, carico introdotto dai circuiti di misura, cadute sulle connessioni, sfasamenti dei trasformatori di misura e limitazioni di banda nei segnali distorti. Nelle misure a basso fattore di potenza può diventare particolarmente rilevante l’errore angolare tra tensione e corrente.
Con wattmetri indipendenti, la stima dell’incertezza della somma dipende dalle incertezze dei singoli strumenti e dalle loro eventuali correlazioni. Se le incertezze standard sono indipendenti, \(u(P)=\sqrt{u(W_1)^2+u(W_2)^2}\); in presenza di correlazione bisogna includere anche il termine di covarianza. Per le letture negative occorre controllare che lo strumento supporti misure bidirezionali o la corretta inversione del riferimento prevista dal costruttore.
16. Errori concettuali frequenti
Un errore è pensare che due wattmetri possano misurare un sistema a quattro fili indipendentemente dalla corrente di neutro: la dimostrazione di Aron richiede che la somma delle tre correnti di linea sia nulla alla sezione considerata. Un secondo errore consiste nell’usare tensioni di fase dove l’inserzione richiede tensioni concatenate. Un terzo errore è sommare i moduli delle letture invece dei valori con segno. Infine, la correttezza generale della somma Aron per la potenza attiva non implica la validità generale delle formule per reattiva e fattore di potenza.
17. Sintesi operativa
Per scegliere l’inserzione occorre identificare prima il numero effettivo di conduttori e la presenza del neutro. Si definiscono poi versi delle correnti e polarità delle tensioni. Nei sistemi a quattro fili il metodo dei tre wattmetri consente la somma delle potenze di fase anche in presenza di squilibrio. Nei sistemi a tre fili il metodo Aron misura la potenza attiva totale attraverso la somma algebrica di due letture, anche se il carico è squilibrato. Solo quando sono rispettate le ipotesi sinusoidali e di equilibrio la differenza delle letture permette di ricavare la potenza reattiva mediante la nota relazione con \(\sqrt3\).
Esplora le misure di potenza nei sistemi trifase, confronta le
inserzioni wattmetriche e verifica il metodo Aron nei carichi
equilibrati e squilibrati.
18. Esercizi di autoverifica
Esercizio A — Letture Aron e fattore di potenza
Due wattmetri, inseriti secondo la convenzione dell’articolo, indicano \(W_1=3{,}00\,\mathrm{kW}\) e \(W_2=1{,}00\,\mathrm{kW}\) in un sistema sinusoidale equilibrato. Determinare potenza attiva, potenza reattiva e fattore di potenza.
Verifica: \(P=4{,}00\,\mathrm{kW}\); \(Q=3{,}464\,\mathrm{kvar}\); \(\tan\varphi=\sqrt3/2\); \(\cos\varphi\approx0{,}756\), induttivo con le convenzioni adottate.
Esercizio B — Lettura negativa
Per un carico sinusoidale equilibrato si leggono \(W_1=2{,}5\,\mathrm{kW}\) e \(W_2=-0{,}5\,\mathrm{kW}\). Calcolare \(P\), \(Q\) e il fattore di potenza.
Verifica: \(P=2{,}0\,\mathrm{kW}\); \(Q=\sqrt3\cdot3{,}0\approx5{,}196\,\mathrm{kvar}\); \(\cos\varphi=\frac{2}{\sqrt{2^2+5{,}196^2}}\approx0{,}359\), induttivo. La lettura negativa si conserva con il proprio segno.
Esercizio C — Validità del metodo
Un carico squilibrato a tre fili è misurato con due wattmetri ideali: \(W_1=1200\,\mathrm W\) e \(W_2=400\,\mathrm W\). Quale grandezza è certamente ricavabile? È possibile dedurre senza ulteriori dati \(Q_{\mathrm{tot}}\)?
Verifica: la potenza attiva totale è \(P=1600\,\mathrm W\). Non è lecito ricavare la potenza reattiva complessiva tramite \(\sqrt3(W_1-W_2)\), perché il carico è squilibrato.
Collegamenti didattici. Prerequisiti: fasori e grandezze efficaci, potenza sinusoidale, collegamenti trifase, carichi equilibrati e squilibrati, potenze nei sistemi trifase. Prosecuzione: rifasamento degli impianti trifase. Le immagini scientifiche e il Laboratorio Virtuale saranno integrati dopo il collaudo delle rispettive risorse.