Esaminiamo adesso le possibili combinazioni dei parametri nel collegamento in parallelo. Come già detto per i circuiti reali, utilizzeremo il metodo dei circuiti equivalenti.
Circuito R–L in parallelo

Il circuito è costituito da una resistenza e un’induttanza collegate in parallelo. La tensione applicata è
di frequenza
. La corrente complessiva si suddivide in due rami:
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La corrente totale è la somma vettoriale:
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Definiamo l’ammettenza totale:
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L’angolo di fase si ricava da:
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Circuito R–C in parallelo
Il circuito duale ha resistenza e capacità in parallelo. Anche qui la tensione è
. Le correnti nei due rami sono:
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La corrente complessiva:
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con ammettenza totale
. Anche qui l’angolo di fase si trova da:
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Circuito L–C in parallelo (ideale)

Consideriamo ora un parallelo puramente induttivo–capacitivo (senza resistenza). Le correnti nei due rami sono:
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Poiché sono sfasate di 180°, la corrente totale è la differenza numerica:
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Si distinguono due casi:
: prevale la suscettanza induttiva, corrente in ritardo.
: prevale la suscettanza capacitiva, corrente in anticipo.
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Circuito R–L–C in parallelo
Il circuito reale in parallelo comprende resistenza, induttanza e capacità. Le correnti parziali sono:
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La corrente totale:
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e l’ammettenza complessiva:
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L’angolo di fase:
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Esempio numerico
Si considerino:
,
,
, tensione applicata
, frequenza
.
Calcoliamo le reattanze:
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Conduttanza e suscettanze:
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Suscettanza totale:
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Ammettenza complessiva:
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Corrente totale:
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Angolo di fase:
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Correnti parziali:
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Il diagramma vettoriale conferma: la corrente totale è sfasata di circa 16° in ritardo sulla tensione, poiché prevale la suscettanza induttiva.
Conclusione
Nei collegamenti in serie la corrente è comune a tutti i parametri e la tensione applicata è la somma vettoriale delle cadute parziali. Nei collegamenti in parallelo, al contrario, la tensione è la stessa su tutti i rami e ciò che si somma vettorialmente sono le correnti parziali, fino a ottenere la corrente totale del circuito.