Introduzione
La storia delle reti di comunicazione è, in fondo, la storia stessa dell’umanità.
Fin dall’antichità gli uomini hanno sentito l’esigenza di collegarsi a distanza:
dai segnali di fumo ai tamburi tribali, dai piccioni viaggiatori al telegrafo ottocentesco,
fino al telefono e alla radio. Ogni nuova tecnologia ha accorciato le distanze e trasformato
la società. Con Internet si compie un salto ulteriore: non più solo voce o segni, ma un flusso
globale di informazioni di ogni genere, capace di connettere miliardi di persone e dispositivi
in tempo reale.
Internet è quindi un autentico prodigio tecnologico, secondo alcuni il manufatto più sofisticato
mai prodotto dall’attività umana, al tempo stesso semplice ed elegante dal punto di vista concettuale
e progettuale. È il “mezzo finale” di comunicazione, capace di veicolare, riassumere e integrare
quelli già esistenti e di aprire la strada a modalità comunicative future.
Uno strumento che consente a chiunque, con una dotazione minima e ormai alla portata di tutti,
di accedere a conoscenze, servizi e interazioni globali. Internet è destinato a sconvolgere
— come già sta facendo — la nozione stessa di comunicazione, con conseguenze sociali, economiche
e culturali di vasta portata.
Per comprenderne appieno il significato non basta studiare protocolli e architetture:
occorre coglierne la dimensione fenomenologica, cioè l’impatto sulla vita quotidiana delle persone,
sull’economia globale, sull’informazione e persino sulla politica. Internet è diventato un “ambiente”
in cui viviamo, non semplicemente uno strumento che utilizziamo.
Le origini: ARPANET
La nascita di Internet si colloca in un preciso contesto storico: la Guerra Fredda.
Negli anni Sessanta, gli Stati Uniti temevano che un eventuale conflitto nucleare potesse distruggere
le tradizionali infrastrutture di comunicazione, basate su collegamenti centralizzati e quindi vulnerabili.
L’idea fu allora di realizzare una rete decentralizzata, in grado di continuare a funzionare
anche se alcune sue parti fossero state distrutte.
Nel 1969 divenne operativa ARPANET, un progetto dell’agenzia governativa
ARPA (Advanced Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa statunitense.
La prima connessione venne stabilita tra l’Università della California di Los Angeles (UCLA) e lo
Stanford Research Institute: fu trasmessa la parola “LOGIN”, che però si interruppe dopo le prime due lettere
(“LO”) a causa di un crash del sistema. Quel momento, aneddotico ma simbolico, segna l’inizio
della più grande rivoluzione comunicativa della storia.
Una rete a prova di bomba
Uno degli obiettivi principali del progetto ARPANET era la realizzazione di una rete a prova di bomba.
Questo significava garantire la comunicazione anche in caso di guasti o distruzioni parziali, assicurando che
i dati potessero comunque raggiungere la destinazione attraverso percorsi alternativi.
- Robustezza: il funzionamento della rete non dipende da un singolo percorso.
Se uno o più nodi cessano di funzionare, la rete è in grado di autoriconfigurarsi automaticamente,
trovando altri cammini per raggiungere la destinazione. - Flessibilità: la rete può essere ampliata o modificata facilmente, senza richiedere
grandi cambiamenti hardware o software. In teoria, per aggiungere un nuovo nodo è sufficiente dotarlo
di un software che implementa i protocolli e collegarlo a un qualsiasi nodo esistente. - Eterogeneità: è possibile mettere in rete macchine molto diverse tra loro
(per architettura, costruttore o sistema operativo), superando i vincoli imposti dalla mancanza
di standard unici e permettendo una comunicazione universale.
Curiosità: questa idea di “rete resiliente” nata in ambito militare oggi è diventata
fondamentale anche in campo civile: dai sistemi di pagamento online ai servizi di emergenza,
Internet è progettata per resistere a guasti locali e continuare a funzionare globalmente.
Blocco 2 – La nascita delle reti
La seconda metà del Novecento ha visto lo sviluppo di sistemi di comunicazione sempre più complessi.
Nascono i primi esperimenti di connessione tra computer distanti, con l’obiettivo di condividere dati e risorse.
Un passo fondamentale fu rappresentato da ARPANET, rete sperimentale finanziata dal Dipartimento
della Difesa statunitense, che introdusse il concetto di comunicazione a pacchetti.
Questa scelta tecnica rese le reti più robuste, in grado di funzionare anche in caso di guasti a nodi o collegamenti.
Il successo del modello a pacchetti portò, nel tempo, alla definizione di protocolli comuni e standardizzati,
come il celebre TCP/IP, che ancora oggi costituisce la base del funzionamento di Internet.
Grazie a questi sviluppi, le reti hanno potuto evolversi in maniera flessibile, eterogenea e scalabile.
▶ Esercizio 1
Spiega in che cosa consiste la comunicazione a pacchetti e perché ha reso le reti più robuste.
▶ Esercizio 2
Qual è il ruolo del protocollo TCP/IP nello sviluppo di Internet?
Blocco 3 – Dalle reti locali a Internet
Negli anni ’80 e ’90 si diffondono le LAN (Local Area Network),
reti locali nate per collegare computer all’interno di uffici, scuole o laboratori.
Le LAN permisero di condividere stampanti, dischi e applicazioni in modo veloce ed economico.
Parallelamente si affermavano le WAN (Wide Area Network),
reti geografiche in grado di collegare sedi distanti attraverso linee dedicate e collegamenti satellitari.
L’integrazione progressiva tra LAN e WAN, unita alla standardizzazione dei protocolli,
portò alla nascita e alla diffusione planetaria di Internet,
la “rete delle reti”, che unisce oggi miliardi di dispositivi in tutto il mondo.
▶ Esercizio 1
Quali sono le principali differenze tra una LAN e una WAN?
▶ Esercizio 2
Spiega in che senso Internet è definita la “rete delle reti”.
Blocco 3 – Dalle reti locali a Internet
Negli anni ’80 e ’90 si diffondono le LAN (Local Area Network),
reti locali nate per collegare computer all’interno di uffici, scuole o laboratori.
Le LAN permisero di condividere stampanti, dischi e applicazioni in modo veloce ed economico.
Parallelamente si affermavano le WAN (Wide Area Network),
reti geografiche in grado di collegare sedi distanti attraverso linee dedicate e collegamenti satellitari.
L’integrazione progressiva tra LAN e WAN, unita alla standardizzazione dei protocolli,
portò alla nascita e alla diffusione planetaria di Internet,
la “rete delle reti”, che unisce oggi miliardi di dispositivi in tutto il mondo.
▶ Esercizio 1
Quali sono le principali differenze tra una LAN e una WAN?
▶ Esercizio 2
Spiega in che senso Internet è definita la “rete delle reti”.
Blocco 5 – Sicurezza e tutela dei dati
L’enorme diffusione di Internet e delle reti di comunicazione ha posto con forza
il problema della sicurezza informatica.
La protezione dei dati personali e sensibili, la prevenzione degli accessi non autorizzati
e la difesa da attacchi informatici sono diventati temi centrali.
Tecniche come la crittografia, i firewall e i
sistemi di autenticazione sono strumenti fondamentali per garantire
la riservatezza, l’integrità e la disponibilità delle informazioni.
Anche gli utenti devono essere consapevoli dei rischi, adottando comportamenti corretti
e aggiornando costantemente i propri dispositivi.
▶ Esercizio 1
Indica due strumenti o tecniche utilizzati per aumentare la sicurezza informatica.
▶ Esercizio 2
Perché è importante che anche gli utenti finali contribuiscano alla sicurezza dei sistemi?
Blocco 6 – Evoluzione e prospettive future
Le reti di comunicazione sono in continua evoluzione. Dopo l’era delle connessioni cablate,
l’avvento delle reti wireless e delle tecnologie mobili
ha permesso un accesso sempre più semplice e diffuso a Internet.
Oggi termini come 5G, Internet of Things (IoT)
e intelligenza artificiale indicano i principali trend di sviluppo.
Le prospettive future vedono una crescente integrazione tra dispositivi,
automazione dei processi e applicazioni basate su cloud computing.
Le sfide riguarderanno non solo gli aspetti tecnici, ma anche quelli etici, sociali ed economici,
come la tutela della privacy, la riduzione del digital divide e la sostenibilità energetica
delle infrastrutture digitali.
▶ Esercizio 1
Spiega che cosa si intende per Internet of Things (IoT) e fai un esempio pratico.
▶ Esercizio 2
Quali sfide etiche e sociali devono affrontare le reti del futuro?
Blocco 7 – Conclusione
Le reti informatiche rappresentano una delle conquiste tecnologiche più importanti
dell’epoca contemporanea. Dalla nascita di ARPANET fino all’attuale Internet globale,
hanno reso possibile una nuova forma di comunicazione, collaborazione e scambio di conoscenze.
Oggi nessuna attività – scientifica, economica o sociale – può prescindere
dall’utilizzo delle reti.
La sfida dei prossimi anni sarà conciliare l’innovazione tecnologica con la sicurezza,
l’etica e la sostenibilità, affinché le reti continuino a essere uno strumento di progresso
e non di esclusione. Solo così sarà possibile garantire un futuro digitale equo e accessibile a tutti.
▶ Esercizio 1
Riassumi in poche righe le principali tappe dell’evoluzione delle reti informatiche.
▶ Esercizio 2
Secondo te, quali sono i rischi e le opportunità che le reti porteranno nel futuro prossimo?
Blocco 8 – Modello OSI e suite TCP/IP
Per comprendere come “parlano” le reti è utile distinguere tra il modello OSI a 7 livelli
(concettuale) e la suite TCP/IP (pratica). OSI: 7) Applicazione, 6) Presentazione, 5) Sessione,
4) Trasporto, 3) Rete, 2) Collegamento dati, 1) Fisico. TCP/IP raggruppa in 4 livelli: Applicazione, Trasporto,
Internet, Accesso alla Rete. TCP fornisce affidabilità (ritrasmissioni, controllo di flusso), IP si occupa
dell’instradamento best effort.
- Esempi livelli applicazione: HTTP/HTTPS, SMTP/IMAP, DNS.
- Trasporto: TCP (affidabile, orientato alla connessione), UDP (leggero, senza ritrasmissioni).
- Internet: IP, ICMP, ARP/ND.
- Accesso: Ethernet (802.3), Wi-Fi (802.11), PPP, ecc.
▶ Esercizio – Mappa i protocolli
Blocco 9 – Indirizzi IP, subnetting e CIDR
Un indirizzo IPv4 è composto da 32 bit (es. 192.168.1.10). Con la notazione CIDR
(es. /24) si indica la lunghezza del prefisso di rete. Il subnetting suddivide una rete in più
sottoreti per migliorare organizzazione e sicurezza. IPv6 (128 bit) risolve l’esaurimento degli
indirizzi e introduce autoconfigurazione e migliore gestione della sicurezza a livello IP.
- Esempio: rete 192.168.10.0/26 → 64 indirizzi totali, 62 utilizzabili (da .1 a .62).
- Privati IPv4: 10.0.0.0/8 · 172.16.0.0/12 · 192.168.0.0/16.
▶ Esercizio – Calcolo sottorete
Soluzione: /27 ⇒ 32 indirizzi, 30 host utilizzabili. Range: 192.168.5.1–192.168.5.30, broadcast 192.168.5.31.
Blocco 10 – Dispositivi e topologie
Switch instradano frame su base MAC, router instradano pacchetti tra reti IP,
access point collegano client wireless, firewall filtrano traffico secondo regole,
gateway traducono tra protocolli differenti. Le topologie tipiche: stella (la più comune
nelle LAN), bus (storica), anello (Token Ring), maglia (ridondanza elevata).
▶ Esercizio – Hub vs Switch
di destinazione (tabella MAC), riducendo collisioni e aumentando throughput.
Blocco 11 – Ethernet e Wi-Fi: standard e velocità
- Ethernet 802.3: 10/100/1000 Mb/s (Fast/Gigabit), 2.5/5/10/40/100 Gb/s in rame o fibra.
- Wi-Fi 802.11: a/b/g/n/ac/ax (Wi-Fi 6/6E), be (Wi-Fi 7). Bande 2.4/5/6 GHz; canali, MIMO, OFDMA.
- PoE: alimenta dispositivi (telecamere, AP) tramite cavo Ethernet.
▶ Esercizio – Scelta del mezzo
Per dorsali tra piani → fibra (10GbE), minore latenza e immunità ai disturbi.
Blocco 12 – DNS, DHCP, NAT e routing
DNS traduce nomi in IP; DHCP assegna dinamicamente IP e gateway;
NAT permette a molti host privati di uscire su Internet con un unico IP pubblico (PAT).
Il routing può essere statico o dinamico (RIP/OSPF per reti interne, BGP tra AS su Internet).
▶ Esercizio – Risoluzione nomi
Blocco 13 – Sicurezza operativa
- TLS/HTTPS per cifrare traffico web; VPN per accessi remoti sicuri.
- Autenticazione forte (MFA), WPA3 per Wi-Fi, aggiornamenti periodici.
- Segmentazione con VLAN, ACL e principio del minimo privilegio.
- Zero Trust: non fidarti implicitamente di nessun perimetro, verifica continuamente.
▶ Esercizio – VLAN didattiche
Inter-VLAN routing solo tra 10↔20 e 20↔30; 40 solo Internet tramite firewall e captive portal.
Blocco 14 – Cloud, CDN, Edge e SDN
Le applicazioni moderne sfruttano cloud computing (IaaS/PaaS/SaaS), CDN per
distribuire contenuti vicino agli utenti, edge computing per ridurre latenza, e
SDN/NFV per controllare la rete via software e virtualizzare funzioni (router, firewall) su server.
▶ Esercizio – Ridurre la latenza
usare HTTP/2/3, compressione e caching.
Blocco 15 – Mini-laboratorio pratico
- Connettività:
pingun sito e osserva tempi/packet loss. - Instradamento:
tracert/tracerouteverso un dominio e annota i passaggi. - DNS:
nslookup/digper A, AAAA, MX, NS. - IP locale:
ipconfig/ifconfigeroute print/ip route. - Sniffing didattico: apri Wireshark e osserva un 3-way handshake TCP.
▶ Soluzione guidata – Handshake TCP
3) ACK (client→server). Poi scambio dati; chiusura tipica con FIN/ACK a quattro vie.
Glossario essenziale
- Latency: ritardo end-to-end di un pacchetto.
- Throughput: quantità di dati trasferiti nell’unità di tempo.
- Jitter: variazione della latenza nel tempo.
- MTU: dimensione massima del frame/pacchetto su un link.
- QoS: priorità al traffico (es. voce/video) per garantire qualità.
Definizioni (versione per la stampa)
- ARPANET: rete pionieristica che introdusse la commutazione a pacchetto.
- TCP/IP: suite di protocolli alla base di Internet.
- DNS: sistema di risoluzione nomi→indirizzi IP.
- NAT: traduzione degli indirizzi privati in un IP pubblico.
- VLAN: segmentazione logica della rete a livello 2.
- TLS/HTTPS: cifratura e autenticazione del traffico web.
- CDN: rete di distribuzione contenuti vicino agli utenti.
- SDN: controllo della rete via software, piani dati e controllo separati.
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Introduzione
La storia delle reti di comunicazione è, in fondo, la storia stessa dell’umanità.
Fin dall’antichità gli uomini hanno sentito l’esigenza di collegarsi a distanza: dai segnali di fumo ai tamburi tribali, dai piccioni viaggiatori al telegrafo ottocentesco, fino al telefono e alla radio. Ogni nuova tecnologia ha accorciato le distanze e trasformato la società. Con Internet si compie un salto ulteriore: non più solo voce o segni, ma un flusso globale di informazioni di ogni genere, capace di connettere miliardi di persone e dispositivi in tempo reale.
Internet è quindi un autentico prodigio tecnologico, secondo alcuni il manufatto più sofisticato mai prodotto dall’attività umana, al tempo stesso semplice ed elegante dal punto di vista concettuale
e progettuale. È il “mezzo finale” di comunicazione, capace di veicolare, riassumere e integrare quelli già esistenti e di aprire la strada a modalità comunicative future.
Uno strumento che consente a chiunque, con una dotazione minima e ormai alla portata di tutti, di accedere a conoscenze, servizi e interazioni globali. Internet è destinato a sconvolgere — come già sta facendo — la nozione stessa di comunicazione, con conseguenze sociali, economiche e culturali di vasta portata.
Per comprenderne appieno il significato non basta studiare protocolli e architetture:
occorre coglierne la dimensione fenomenologica, cioè l’impatto sulla vita quotidiana delle persone, sull’economia globale, sull’informazione e persino sulla politica. Internet è diventato un “ambiente” in cui viviamo, non semplicemente uno strumento che utilizziamo.
Le origini: ARPANET
La nascita di Internet si colloca in un preciso contesto storico: la Guerra Fredda.
Negli anni Sessanta, gli Stati Uniti temevano che un eventuale conflitto nucleare potesse distruggere le tradizionali infrastrutture di comunicazione, basate su collegamenti centralizzati e quindi vulnerabili.
L’idea fu allora di realizzare una rete decentralizzata, in grado di continuare a funzionare anche se alcune sue parti fossero state distrutte.
Nel 1969 divenne operativa ARPANET, un progetto dell’agenzia governativa ARPA (Advanced Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa statunitense.
La prima connessione venne stabilita tra l’Università della California di Los Angeles (UCLA) e lo Stanford Research Institute: fu trasmessa la parola “LOGIN”, che però si interruppe dopo le prime due lettere
(“LO”) a causa di un crash del sistema. Quel momento, aneddotico ma simbolico, segna l’inizio della più grande rivoluzione comunicativa della storia.
Curiosità: il termine “Internet” deriva da inter-networking, cioè collegamento tra più reti. Solo negli anni Ottanta il nome si afferma ufficialmente, quando diverse reti indipendenti iniziano a collegarsi utilizzando lo stesso protocollo, il TCP/IP.
Architettura delle reti
Ogni rete di computer non è altro che un insieme di dispositivi collegati per scambiarsi informazioni.
Ma per funzionare in modo ordinato, questo insieme deve rispettare regole condivise: i protocolli di comunicazione.
Senza protocolli, ogni computer “parlerebbe” la propria lingua, generando caos e incomunicabilità.
La grande intuizione degli ingegneri è stata quella di stratificare la comunicazione in livelli.
Ogni livello svolge un compito preciso e dialoga solo con quello immediatamente superiore e inferiore.
Questo rende la progettazione modulare: si può sostituire o migliorare un livello senza modificare l’intera struttura.
È come in una lettera cartacea: chi scrive pensa al contenuto, il postino pensa alla consegna, il servizio postale gestisce i percorsi.
Ognuno fa la propria parte, ma il messaggio arriva a destinazione.
Il modello ISO/OSI
Negli anni ’70 l’ISO (International Standards Organization) propose un modello teorico a 7 livelli,
chiamato OSI (Open Systems Interconnection). Ogni livello è responsabile di una funzione:
- Fisico: trasmissione dei bit sul mezzo (cavi, onde radio, fibre ottiche).
- Collegamento dati: gestione dei pacchetti sul canale, controllo errori locali (Ethernet, Wi-Fi).
- Rete: instradamento dei pacchetti da un nodo all’altro (IP).
- Trasporto: garanzia della consegna e controllo della correttezza (TCP, UDP).
- Sessione: apertura, gestione e chiusura delle sessioni di comunicazione.
- Presentazione: traduzione dei dati (compressione, crittografia, formati).
- Applicazione: interfaccia con l’utente (HTTP, FTP, SMTP, ecc.).
Nota: Il modello OSI è teorico: serve come riferimento, ma nella pratica Internet non segue rigidamente
tutti i 7 livelli. Tuttavia rimane una bussola preziosa per capire come si organizzano le comunicazioni.
Il modello TCP/IP
Internet, infatti, si basa su un’architettura più semplice: il modello TCP/IP, sviluppato alla fine degli anni ’70. Esso prevede 4 livelli principali:
- Accesso alla rete (fisico + collegamento dati OSI): riguarda i mezzi fisici e i protocolli locali (Ethernet, Wi-Fi, DSL, fibra).
- Internet: corrisponde al livello rete OSI, con il protocollo IP per l’instradamento.
- Trasporto: con i protocolli TCP (affidabile) e UDP (veloce ma senza controllo errori).
- Applicazione: tutti i protocolli usati dagli utenti (HTTP, FTP, SMTP, DNS, ecc.).
Il modello TCP/IP è più vicino alla realtà e ha avuto il merito di essere pratico e adottato subito dalle reti in crescita.
È la vera “lingua comune” di Internet.
Curiosità: il protocollo TCP/IP fu sperimentato per la prima volta il 1º gennaio 1983, data che molti considerano come la “nascita ufficiale di Internet”.
Indirizzi IP
Ogni dispositivo connesso a Internet deve avere un indirizzo univoco, chiamato indirizzo IP (Internet Protocol).
È come il numero civico di una casa: permette di identificare univocamente la destinazione dei dati.
Esistono due versioni principali:
- IPv4: basato su 32 bit (circa 4 miliardi di indirizzi possibili).
Scritti come quattro numeri decimali separati da punti (es. 192.168.1.1).
Ormai non sufficienti per il numero enorme di dispositivi connessi. - IPv6: basato su 128 bit (un numero praticamente sterminato di indirizzi).
Scritti in esadecimale, separati da due punti (es. 2001:0db8::1).
È il futuro di Internet, anche se IPv4 continua a essere largamente utilizzato.
Nota: per rendere più semplice la gestione degli indirizzi, spesso si usano maschere di rete (subnet mask), che permettono di distinguere la parte di indirizzo relativa alla rete da quella relativa all’host.
Il sistema DNS
Digitare indirizzi numerici sarebbe complicato e poco pratico.
Per questo esiste il DNS (Domain Name System): un sistema gerarchico che traduce i nomi di dominio (es. www.google.com) nei corrispondenti indirizzi IP.
È come una “rubrica telefonica” di Internet.
Quando scriviamo un URL nel browser, il computer contatta un server DNS che restituisce l’indirizzo IP associato al dominio richiesto. Solo a quel punto inizia la vera e propria comunicazione con il server di destinazione.
Curiosità: senza DNS, per visitare Google dovremmo digitare direttamente l’indirizzo IP del server. Immaginate dover ricordare decine di numeri anziché semplici nomi!
Strumenti di diagnosi
Per comprendere e verificare il funzionamento della rete esistono alcuni strumenti fondamentali, accessibili da qualunque computer:
- Ping: verifica se un host è raggiungibile, misurando anche il tempo di risposta.
- Traceroute: mostra il percorso seguito dai pacchetti attraverso i vari router intermedi.
- Telnet: consente di collegarsi a un host remoto, utile un tempo per la gestione a riga di comando.
ping www.google.com tracert www.google.com (Windows) traceroute www.google.com (Linux/Mac)
telnet www.example.com 80 GET /
Nota: oggi Telnet è considerato insicuro perché trasmette tutto in chiaro, incluse le password. È stato sostituito da SSH (Secure Shell), che cifra le comunicazioni.
Protocolli applicativi
Il livello applicativo è quello che entra in contatto diretto con gli utenti.
Qui operano i protocolli che usiamo tutti i giorni, spesso senza nemmeno rendercene conto:
- HTTP/HTTPS: il protocollo del Web. HTTPS è la versione sicura, con crittografia SSL/TLS.
- FTP: usato per trasferire file tra client e server.
- SMTP: protocollo di invio della posta elettronica.
- POP3 e IMAP: protocolli di ricezione della posta elettronica (POP3 scarica i messaggi sul client, IMAP li gestisce direttamente sul server).
- DNS: già visto, traduce i nomi di dominio in indirizzi IP.
Curiosità: ogni volta che apriamo WhatsApp Web o guardiamo un video su YouTube, usiamo inconsapevolmente protocolli come HTTPS per il trasferimento sicuro dei dati.
Proxy e firewall
La sicurezza è un aspetto cruciale delle reti. Due strumenti fondamentali sono:
- Proxy server: un intermediario tra client e Internet. Può filtrare contenuti, memorizzare copie delle pagine più richieste (cache) e garantire un maggiore controllo degli accessi.
- Firewall: una sorta di “muro digitale” che regola il traffico in entrata e in uscita. Può bloccare connessioni non autorizzate e difendere la rete da intrusioni esterne.
Nota: oggi firewall e proxy non sono solo dispositivi hardware dedicati, ma funzioni integrate in router, sistemi operativi e persino in applicazioni cloud.
Dall’ARPA al Cloud e al 5G
Se agli inizi Internet era limitato a pochi centri di ricerca e connessioni lente a 56 kbps, oggi viviamo immersi in una rete globale che viaggia a velocità impensabili:
fibre ottiche che trasmettono a gigabit al secondo, reti mobili 4G e 5G che permettono di collegarsi ovunque con lo smartphone, satelliti che garantiscono copertura nelle aree più remote.
I servizi non si limitano più alla semplice navigazione: oggi Internet è la base del cloud computing (archiviazione e calcolo distribuito), dell’Internet of Things (oggetti connessi) e della stessa Intelligenza Artificiale che sfrutta enormi quantità di dati distribuiti in rete. Dalla posta elettronica ai social network, dalle piattaforme di streaming al commercio online, Internet è diventato un’infrastruttura vitale della nostra civiltà.
Curiosità: secondo le stime, oltre il 60% della popolazione mondiale è oggi connesso a Internet, con una crescita continua soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.
Esercizi pratici
- Effettuare un collegamento con una sessione Telnet ad un qualsiasi sito web sperimentando il comando
GET. - Effettuare un collegamento con Telnet ad un sito dove possedete una casella di posta elettronica e provare a leggere un messaggio.
- Eseguire un ping verso un qualsiasi sito, prestando attenzione ai tempi di risposta.
- Eseguire un traceroute verso un sito noto (es. www.google.com), osservando il percorso seguito dai pacchetti.
- Individuare nelle risorse del sistema le informazioni relative alla configurazione della propria connessione (indirizzo IP, gateway, DNS).
- Esplorare le impostazioni del browser verificando le funzionalità di personalizzazione e ricercando nella guida i termini poco chiari.
Esercizi teorici
- Elencare i vari livelli in cui è suddivisa la pila ISO/OSI descrivendo brevemente la funzionalità di ciascuno.
- Elencare i vari livelli della pila Internet (TCP/IP), spiegandone la corrispondenza con i livelli OSI.
- Definire i concetti di LAN, MAN e WAN.
- Descrivere la struttura di una rete ad anello, di una rete a bus e di una rete token ring.
- Che cos’è un router? E un server? E un client?
- Che cos’è un modem? Qual è la differenza rispetto a un router?
- Cosa indica la sigla ISP?
- Definire cosa si intende per protocollo di comunicazione.
- Spiegare a cosa servono i seguenti protocolli: PPP, HDLC, POP3, SMTP, IMAP, IRC, TCP, IP, FTP, HTTP, NNTP, ICMP, ARP.
- Quali tra i protocolli citati appartengono al livello applicativo?
- Definire la struttura di un indirizzo IP e il concetto di classe.
- Cos’è e a cosa serve la maschera di rete?
- Come viene tradotto un URL nel corrispondente indirizzo IP?
- Cosa si intende con “numero di porta” e qual è la sua funzione?
- Descrivere il concetto di socket.
- In cosa consiste la commutazione di circuito? Dove viene utilizzata?
- In cosa consiste la commutazione di pacchetto? Perché è alla base di Internet?
- Descrivere la tipica struttura di un’applicazione client–server su Internet.
- Indicare le funzionalità tipiche di un proxy server.
- Indicare le funzionalità tipiche di un firewall.
Domande di riflessione
- In che modo Internet ha cambiato la tua vita quotidiana (scuola, amicizie, hobby)?
- Quali rischi e vantaggi comporta la presenza costante di una connessione in tasca grazie agli smartphone?
- Pensi che Internet possa essere considerata oggi un “diritto fondamentale” al pari dell’istruzione o della salute?