Trasformatori: classificazioni e campi d’impiego
Il trasformatore è una macchina elettrica che trasferisce energia elettrica in corrente alternata (mono o polifase) da un circuito a un altro, adattando i livelli di tensione e di corrente (frequenza invariata) con potenza idealmente costante al netto delle perdite.
L’importanza del trasformatore (simbolo tipico in Figura 1) si coglie bene con un esempio pratico.

Una potenza elettrica di 5.500 kW deve essere fornita a un carico a 100 km. Con una tensione di 220 V e cos
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Per limitare la caduta di tensione al 10% servirebbe (a conti fatti) una sezione in rame dell’ordine di 4 m², irrealistica.
Per trasmettere la stessa potenza con sezioni e cadute accettabili si usano tensioni molto più alte e correnti più basse:
con 220 kV la corrente scende a circa 25 A e la sezione a pochi mm².
Ecco perché si impiegano trasformatori elevatori in partenza e abbassatori in arrivo, fino ai valori d’uso (tipicamente 230/400 V nella distribuzione a bassa tensione).
I trasformatori trovano impiego dalle reti di distribuzione (adattamento a 230 V per utenze e apparecchi) ai circuiti di misura e comando, dai segnali a poche decine di volt fino a dispositivi per tensioni molto elevate (insegne, accensioni, ecc.).
Classificazioni
Per potenza nominale si usano spesso queste fasce indicative:
- piccoli trasformatori – fino a ~16 kVA;
- trasformatori di rete/da distribuzione – fino a ~1.600 kVA;
- grandi trasformatori – da ~2.000 kVA (2 MVA) sino ai massimi industriali.
Per il sistema di raffreddamento la classificazione orientativa seguente lega tecniche costruttive e ordini di grandezza di potenza.
| Tipo | Caratteristiche | Raffreddamento | Esecuzione | Ordini di grandezza di potenza |
|---|---|---|---|---|
| In aria | Parti attive non immerse in olio; il calore è asportato dall’aria. | Naturale | convezione naturale dell’aria | dalle piccole potenze fino a ~150 kVA |
| Forzato | ventilazione assistita (ventilatori) | fino a ~1.000 kVA (applicazioni particolari) | ||
| In olio | Parti attive immerse in olio; lo scambio avviene olio → cassa / scambiatori. | Naturale | cassa liscia / ondulata / con radiatori | ~50–100 kVA → 1.000 kVA → fino a ~30.000 kVA |
| Artificiale | aria soffiata / olio raffreddato ad acqua (scambiatori esterni) | adottati fino alle massime potenze |
Per il tipo di corrente: si distinguono trasformatori monofasi (misure, segnalazioni, comandi, applicazioni speciali come saldatrici o illuminazione in serie a corrente costante)
e trifasi (potenza: alimentazione di utenze/stabilimenti, trasmissione, forni, trazione elettrica).
Struttura essenziale e principio

Il trasformatore è costituito da due avvolgimenti elettricamente separati (primario – quello a cui viene fornita energia – e secondario) avvolti su un nucleo ferromagnetico.
L’energia passa dall’uno all’altro per mutua induzione: il flusso magnetico nel nucleo si concatena con entrambi i circuiti.
Il nucleo offre una via a bassa riluttanza al flusso; forma, struttura e dimensioni del nucleo sono centrali nel progetto.

Nel primo il circuito magnetico ha una riluttanza bassissima quindi il flusso circola agevolmente; nel secondo, invece, la presenza dello strato d’aria (traferro) dà luogo a riluttanza elevata che limita l’intensità di flusso.
Se l’avvolgimento primario, con numero di spire N1, è collegato a una sorgente di tensione alternata V1, questa produce un flusso magnetico alternato nel ferro che, a sua volta, concatenandosi con il secondario (numero di spire N2), induce in esso una f.e.m. avente il medesimo periodo.
Questa f.e.m. ha valore nullo quando il flusso assume valore massimo (istante di variazione nullo del flusso) e viceversa ha valore massimo in corrispondenza ai punti di flusso nullo (nei quali la variazione di flusso avviene più rapidamente); essa è quindi sfasata di 90° in ritardo rispetto al flusso.
Il flusso inoltre si trova anch’esso sfasato in ritardo rispetto alla tensione che lo provoca e cioè rispetto alla tensione applicata al circuito primario.
Possiamo perciò riassumere nel modo seguente la situazione che si presenta a regime a circuito secondario aperto.
Circuito primario: una tensione variabile applicata all’ingresso crea un flusso alternato in ritardo di 90°, che a sua volta determina una f.e.m. indotta in ritardo di 90° sul flusso e cioè in opposizione alla tensione primaria e del medesimo valore di questa. In tali condizioni evidentemente nel circuito non può circolare corrente.
Circuito secondario: la variazione di flusso determina una f.e.m. variabile in ritardo di 90° su questo e cioè in opposizione con la tensione primaria applicata. Il circuito secondario è aperto e quindi non si ha circolazione di corrente. Se rappresentiamo in un diagramma vettoriale questa situazione otteniamo la Figura 4.
Figura 4 – Diagramma del trasformatore ideale a vuoto
Osserviamo che il trasformatore non può funzionare in corrente continua; infatti per quanto visto, si basa sul fenomeno dell’induzione elettromagnetica e, avendo gli avvolgimenti fissi è necessario che vi sia una variazione nel flusso per indurre una f.e.m. negli avvolgimenti.
F.e.m. indotta e rapporto di trasformazione
Per flusso sinusoidale
, la f.e.m. per spira vale:
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Nel trasformatore ideale a vuoto le f.e.m. sono proporzionali ai rispettivi numeri di spire; il rapporto di trasformazione
indica quante volte la tensione del secondario è maggiore (o minore) di quella del primario.
| Sigla IEC | Significato esteso | Caratteristiche | Impieghi tipici (ordini di grandezza) |
|---|---|---|---|
| AN | Air Natural | Trasformatore a secco; smaltimento calore per convezione naturale in aria. | Piccole/medie potenze (fino a ~150 kVA). Interni, quadri, servizi ausiliari. |
| AF | Air Forced | A secco con ventilatori (aria forzata) su avvolgimenti/canalizzazioni. | Medie potenze (fino a ~1 MVA). Spazi contenuti, duty intermittente/variabile. |
| ONAN | Oil Natural – Air Natural | Olio in circolazione naturale; scambio termico verso aria naturale (cassa/radiatori). | Distribuzione MT/BT, cabine; da decine di kVA a più MVA (fino a decine di MVA). |
| ONAF | Oil Natural – Air Forced | Olio naturale; radiatori con ventilatori (aria forzata) per aumentare la capacità termica. | Medie–grandi potenze (varie decine di MVA). Sottostazioni primarie. |
| OFAF | Oil Forced – Air Forced | Pompe olio + ventilatori aria su scambiatori/radiatori. | Grandi potenze (≈100–500 MVA). Trasformatori di rete/centrali. |
| ODAF | Oil Directed – Air Forced | Flusso d’olio direzionato attraverso i canali degli avvolgimenti + aria forzata sui radiatori. | Molto grandi potenze/alta densità; alte prestazioni termiche. |
| OFWF | Oil Forced – Water Forced | Pompe olio e scambiatori olio–acqua (circuito acqua forzato). | Grandi potenze in spazi ristretti (gallerie/shipboard). Rumore/ingombri ridotti. |
| ODWF | Oil Directed – Water Forced | Olio guidato nei canali + scambiatori acqua; massima efficacia di raffreddamento. | Massime potenze e/o climi caldi; duty continuo elevato. |
| KNAN | (K) Esteri naturali – Air Natural | Liquido isolante a base di esteri naturali in circolazione naturale; scambio aria naturale. | Distribuzione in ambienti sensibili (edifici/pubblico) grazie a migliore comportamento al fuoco. |
| KNAF | (K) Esteri naturali – Air Forced | Come KNAN, con ventilazione forzata sui radiatori. | Medie potenze in interni; requisiti ambientali/antincendio più stringenti. |
Legenda rapida dei codici IEC (quattro lettere):
1ª lettera = mezzo interno (A=aria, O=olio minerale, K=esteri naturali/sintetici, L=altri liquidi, G=gas).
2ª lettera = circolazione mezzo interno (N=Naturale, F=Forzata, D=Direzionata).
3ª lettera = mezzo esterno per lo smaltimento (A=aria, W=acqua).
4ª lettera = circolazione mezzo esterno (N=Naturale, F=Forzata).
Per i trasformatori a secco (senza liquido) si usano spesso sigle a due lettere (AN, AF) poiché il “mezzo interno” coincide con l’aria.
Gli ordini di grandezza indicati sono orientativi e variano con progetto, clima e requisiti d’esercizio.