Dopo aver parlato dei circuiti equivalenti, vediamo le diverse possibilità di combinazione dei vari parametri, cominciando con i collegamenti di tipo serie.
Il primo caso è quello di una resistenza e un’induttanza collegate in serie, detto comunemente circuito R–L. È il circuito equivalente di una bobina avvolta su un nucleo di ferro, o più in generale di qualsiasi circuito elettrico connesso a campi magnetici, ai cui capi viene applicata una tensione alternata
.
Figura 1 – Circuito R–L in serie
In tali condizioni circola una corrente che provoca una caduta di tensione sulla resistenza
, pari a:
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in fase con la corrente, e una caduta sull’induttanza pari a:
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in quadratura in anticipo sulla corrente. La tensione applicata è quindi la somma vettoriale:
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Scegliendo come riferimento la direzione della corrente
, il triangolo di vettori ottenuto è detto triangolo della tensione, simile al triangolo dell’impedenza. L’impedenza vale infatti:
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e la legge di Ohm assume la forma:
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L’effetto dell’induttanza è quello di aumentare apparentemente la resistenza, passando da
a
, e di introdurre un ritardo di fase della corrente rispetto alla tensione, definito dall’angolo
:
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Un altro tipo di circuito in serie è quello con resistenza e capacità, chiamato circuito R–C. È il circuito equivalente di un condensatore reale collegato con conduttori che hanno resistenza propria.
Figura 2 – Circuito R–C in serie
La tensione applicata
si suddivide in due cadute: sulla resistenza:
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in fase con la corrente, e sul condensatore:
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in quadratura in ritardo sulla corrente. Pertanto:
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Il triangolo delle tensioni e quello dell’impedenza sono simili, con impedenza:
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Lo sfasamento è questa volta di anticipo della corrente rispetto alla tensione:
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Il circuito più generale, comprendente tutti e tre i parametri in serie, è il circuito R–L–C. Corrisponde a un induttore e un condensatore reali collegati in serie, con resistenza data sia dall’induttore che dai conduttori.
Figura 3 – Circuito R–L–C in serie
La tensione applicata si suddivide nelle tre cadute:
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dove
è in fase,
in anticipo di 90°,
in ritardo di 90°. Poiché
e
sono opposti, la tensione applicata risulta:
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Indicando con
la reattanza complessiva, possiamo distinguere:
- se
, prevale la reattanza induttiva; - se
, prevale la reattanza capacitiva.
In entrambi i casi, l’impedenza vale:
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e la legge di Ohm:
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L’angolo di fase si calcola con:
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Esempio numerico
Si consideri un circuito costituito da una resistenza
, una bobina di induttanza
e un condensatore di capacità
, collegati in serie e percorsi da una corrente alternata di intensità
, frequenza
.
Calcoliamo le reattanze:
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La reattanza complessiva:
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L’impedenza:
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La tensione applicata:
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Lo sfasamento:
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Le tensioni parziali risultano:
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La somma vettoriale di queste tensioni restituisce la tensione totale
applicata al circuito, come previsto.