Relazioni tensione-corrente di R, L e C in regime sinusoidale.

1. Dal regime sinusoidale al comportamento dei bipoli

Una tensione sinusoidale applicata a due bipoli differenti non produce necessariamente correnti uguali, né correnti in fase con la tensione. Il resistore ideale risponde al valore istantaneo della tensione; l’induttore collega tensione e variazione della corrente; il condensatore collega corrente e variazione della tensione. Sono tre leggi costitutive differenti, non tre eccezioni alla legge di Ohm.

Il nostro obiettivo è ricavare, a partire dalle relazioni nel dominio del tempo, il rapporto fra ampiezze efficaci e la differenza di fase di tensione e corrente. Non ripetiamo le definizioni di sinusoide e fasore degli Articoli 13 e 14, né la generazione elettromagnetica della f.e.m. dell’Articolo 15.

Osservazione storica da conservare. Una stessa bobina alimentata in continua stazionaria e in alternata sinusoidale può assorbire correnti efficaci differenti, pur applicando tensioni numericamente uguali: in continua, a regime, conta la resistenza dell’avvolgimento; in alternata interviene anche l’effetto induttivo. Non è una violazione della legge di Ohm per il resistore, ma il comportamento di un bipolo che non è puramente resistivo. Le formule quantitative per la bobina reale appartengono all’Articolo 17.

2. Ipotesi, versi e rappresentazione comune

Assumiamo bipoli ideali, lineari e tempo-invarianti, parametri R, L e C costanti, regime sinusoidale permanente e pulsazione positiva \(\omega=2\pi f>0\). La tensione \(v(t)\) è misurata con polarità positiva sul morsetto nel quale entra la corrente di riferimento \(i(t)\): adottiamo la convenzione dell’utilizzatore.

Usiamo fasori efficaci con convenzione del coseno, come nell’Articolo 14:

\(v(t)=\sqrt{2}\,V\cos(\omega t+\varphi_v),\qquad i(t)=\sqrt{2}\,I\cos(\omega t+\varphi_i)\)

\(\underline V=V e^{j\varphi_v},\qquad \underline I=I e^{j\varphi_i},\qquad \Delta\varphi=\varphi_v-\varphi_i\)

In questa convenzione \(\Delta\varphi>0\) significa che la tensione anticipa la corrente; \(\Delta\varphi<0\) che la tensione ritarda rispetto alla corrente. Il simbolo \(j\) è l’unità immaginaria: \(j^2=-1\). Una derivata nel tempo di una componente armonica corrisponde alla moltiplicazione del suo fasore per \(j\omega\).

3. Il resistore ideale: la tensione segue la corrente senza ritardo

Per un resistore lineare ideale la relazione costitutiva vale istante per istante: \(v_R(t)=R\,i_R(t)\), con \(R>0\) misurata in ohm. Scegliendo la corrente \(i_R(t)=\sqrt2 I\cos(\omega t+\varphi_i)\), otteniamo per sostituzione:

\(v_R(t)=\sqrt2\,RI\cos(\omega t+\varphi_i),\qquad \underline V_R=R\,\underline I_R\)

Le fasi coincidono: \(\varphi_v=\varphi_i\) e \(\Delta\varphi_R=0\). Pertanto \(V_R=RI_R\), con V e I efficaci. Il resistore ideale non introduce sfasamento e il rapporto fra le ampiezze non dipende dalla frequenza, purché \(R\) sia costante.

Circuito resistivo ideale in corrente alternata con tensione e corrente sinusoidali in fase, diagramma temporale e fasoriale
Figura 1 — Comportamento del resistore ideale in regime sinusoidale: circuito, forme d’onda e diagramma fasoriale.

3.1 Significato energetico

Nella convenzione dell’utilizzatore \(p_R(t)=v_R(t)i_R(t)=R i_R^2(t)\geq0\). La potenza istantanea assorbita non diventa negativa; l’energia viene dissipata, non restituita periodicamente alla sorgente da un campo di accumulo ideale. La media sul periodo è \(\langle p_R\rangle=RI^2=VI\). È un richiamo alla legge di Joule già acquisita, non la trattazione generale della potenza sinusoidale riservata all’Articolo 22.

3.2 Esempio: riscaldatore resistivo

Un resistore ideale \(R=20\,\Omega\) è alimentato a \(V=220\,\mathrm V\) efficaci. Si trova \(I=220/20=11\,\mathrm A\) e \(I_{\max}=\sqrt2\cdot11\simeq15{,}56\,\mathrm A\). Con fase iniziale nulla, \(i(t)=15{,}56\cos(\omega t)\,\mathrm A\). Il valore medio della potenza dissipata è \(P=220\cdot11=2420\,\mathrm W\). Frequenza e fase iniziale non alterano i valori efficaci di questo resistore ideale.

4. L’induttore ideale: tensione proporzionale alla variazione della corrente

Per un induttore ideale lineare il flusso concatenato è \(\lambda=L i_L\), con \(L>0\) costante. Con i riferimenti passivi la tensione ai morsetti è \(v_L=d\lambda/dt\), quindi:

\(v_L(t)=L\frac{di_L(t)}{dt}\)

La legge descrive l’autoinduzione secondo la convenzione di segno dichiarata. Non va confusa con la f.e.m. indotta definita lungo un contorno orientato: i segni possono differire in funzione dei riferimenti. Fissiamo una corrente sinusoidale \(i_L(t)=\sqrt2 I\cos(\omega t+\varphi_i)\). Derivando si ottiene:

\(v_L(t)=-\sqrt2\,\omega L I\sin(\omega t+\varphi_i)=\sqrt2\,\omega L I\cos(\omega t+\varphi_i+\pi/2)\)

\(\underline V_L=j\omega L\,\underline I_L,\qquad V_L=\omega L I_L,\qquad \Delta\varphi_L=+90^\circ\)

La tensione anticipa la corrente di 90°; equivalentemente, la corrente ritarda di 90° rispetto alla tensione. La quadratura dipende dalla derivata e non da un generico “rallentamento” meccanico degli elettroni.

Induttore ideale in corrente alternata sinusoidale, con tensione in anticipo di 90 gradi sulla corrente, forme d'onda e diagramma fasoriale
Figura 2 — Comportamento dell’induttore ideale in regime sinusoidale: circuito, forme d’onda, sfasamento di 90° e diagramma fasoriale.

4.1 Reattanza induttiva e interpretazione della frequenza

Il coefficiente positivo \(X_L=\omega L=2\pi fL\) ha dimensioni di ohm e consente di scrivere per le sole ampiezze efficaci \(V_L=X_L I_L\). Non è una resistenza dissipativa: il segno e la fase del rapporto fasoriale sono contenuti nel fattore \(j\). A parità di \(I_L\), l’ampiezza della tensione richiesta aumenta linearmente con la frequenza; a tensione efficace fissata, \(I_L=V_L/(\omega L)\) diminuisce con \(f\).

Il limite \(f\to0\) suggerisce \(X_L\to0\); non autorizza a usare la formula del regime sinusoidale a pulsazione zero per descrivere transitori o condizioni iniziali. In corrente continua stazionaria, un induttore ideale con corrente costante ha tensione nulla, ma la corrente viene determinata dal resto del circuito e dalle condizioni di collegamento.

Analogia utile, ma limitata. L’induttanza può essere accostata all’inerzia meccanica: così come una massa oppone una relazione fra forza e variazione della velocità, l’induttore lega la tensione alla variazione della corrente. L’analogia riguarda la forma delle equazioni e l’accumulo energetico; non equivale a identificare la corrente con un moto meccanico reale.

4.2 Energia nel campo magnetico

La potenza istantanea ai morsetti è \(p_L=v_Li_L=Li_L\,di_L/dt=d(\frac{1}{2} Li_L^2)/dt\). Ne segue l’energia accumulata \(w_L(t)=\frac{1}{2} L i_L^2(t)\). Quando \(|i_L|\) cresce, \(w_L\) aumenta; quando diminuisce, il bipolo restituisce energia. In regime sinusoidale permanente, l’induttore ideale scambia periodicamente energia con il circuito: il valor medio di \(p_L\) su un periodo è nullo. Non significa assenza di corrente, tensione o trasferimento istantaneo di energia.

4.3 Esempio: induttore a 50 Hz

Per \(L=0{,}100\,\mathrm H\), \(f=50\,\mathrm{Hz}\) e \(V=100\,\mathrm V\): \(\omega=314{,}16\,\mathrm{rad/s}\), \(X_L=31{,}416\,\Omega\) e \(I=3{,}183\,\mathrm A\). Ponendo \(v(t)=\sqrt2\cdot100\cos(\omega t)\), la corrente è \(i(t)=\sqrt2\cdot3{,}183\cos(\omega t-90^\circ)\). Il controllo consiste nel derivare quest’ultima e moltiplicare per \(L\): si deve ritrovare la tensione imposta.

Recupero dell’esempio storico. In un modello puramente induttivo alimentato a \(V=220\,\mathrm V\) e \(f=50\,\mathrm{Hz}\), una corrente efficace prescritta di \(I=500\,\mathrm A\) corrisponderebbe a \(X_L=0{,}44\,\Omega\) e \(L=X_L/(2\pi f)\simeq1{,}40\,\mathrm{mH}\). È un esercizio teorico: non rappresenta il dimensionamento di un limitatore reale di cortocircuito, che richiederebbe resistenza, transitori, picchi e sollecitazioni termiche ed elettrodinamiche.

5. Il condensatore ideale: corrente proporzionale alla variazione della tensione

Nel condensatore lineare ideale vale \(q=C v_C\) e, con convenzione dell’utilizzatore, \(i_C=dq/dt\). Per \(C>0\) costante si ottiene:

\(i_C(t)=C\frac{dv_C(t)}{dt}\)

Una tensione applicata sinusoidale \(v_C(t)=\sqrt2 V\cos(\omega t+\varphi_v)\) determina:

\(i_C(t)=-\sqrt2\,\omega CV\sin(\omega t+\varphi_v)=\sqrt2\,\omega CV\cos(\omega t+\varphi_v+\pi/2)\)

\(\underline I_C=j\omega C\,\underline V_C,\qquad I_C=\omega CV_C,\qquad \Delta\varphi_C=-90^\circ\)

La corrente anticipa la tensione di 90°; equivalentemente, la tensione è in ritardo di 90° rispetto alla corrente. Quando la tensione raggiunge un estremo, la sua derivata è nulla, quindi la corrente capacitiva ideale è nulla in quell’istante. Quando la tensione attraversa lo zero con pendenza massima in modulo, la corrente raggiunge un estremo.

Condensatore ideale in corrente alternata sinusoidale, con corrente in anticipo di 90 gradi sulla tensione, forme d’onda e diagramma fasoriale
Figura 3 — Comportamento del condensatore ideale in regime sinusoidale: circuito, forme d’onda, sfasamento di 90° e diagramma fasoriale.

5.1 Reattanza capacitiva e interpretazione della frequenza

Per le ampiezze efficaci definiamo la reattanza capacitiva positiva \(X_C=1/(\omega C)=1/(2\pi f C)\), misurata in ohm; quindi \(V_C=X_C I_C\). Questa uguaglianza scalare non esprime la fase: la relazione completa è \(\underline V_C=\underline I_C/(j\omega C)=-j\,\underline I_C/(\omega C)\). A tensione efficace fissata, \(I_C=\omega C V_C\) aumenta linearmente con la frequenza.

In regime continuo stazionario il condensatore ideale ha corrente nulla, ma può sostenere una tensione non nulla; la sua tensione è determinata dalla carica e dalla storia del circuito. Per \(f\to\infty\) la reattanza ideale tende a zero, senza implicare che un condensatore reale diventi un cortocircuito a frequenze arbitrariamente elevate.

5.2 Energia nel campo elettrico

La potenza è \(p_C=v_Ci_C=Cv_C\,dv_C/dt=d(\frac{1}{2} C v_C^2)/dt\); l’energia immagazzinata è \(w_C(t)=\frac{1}{2} C v_C^2(t)\). Quando cresce \(|v_C|\), il condensatore accumula energia; quando diminuisce, la restituisce. In regime sinusoidale permanente il condensatore ideale scambia energia con il circuito e il valor medio della potenza assorbita su un periodo è nullo. Il dielettrico impedisce la conduzione ideale fra le armature, ma la corrente ai terminali è possibile grazie alla variazione delle cariche e del campo elettrico; non occorre ipotizzare il passaggio diretto di elettroni attraverso il dielettrico.

5.3 Esempio: condensatore a 50 Hz

Con \(C=31{,}8\,\mu\mathrm F\), \(f=50\,\mathrm{Hz}\) e \(V=100\,\mathrm V\), otteniamo \(\omega C\simeq0{,}00999\,\mathrm S\), \(X_C\simeq100{,}1\,\Omega\) e \(I\simeq0{,}999\,\mathrm A\). Se \(v(t)=\sqrt2\cdot100\cos(\omega t)\), allora \(i(t)\simeq\sqrt2\cdot0{,}999\cos(\omega t+90^\circ)\). La verifica si effettua derivando la tensione e moltiplicando per \(C\).

Recupero dell’esempio storico. Se un condensatore ideale assorbe \(I=1\,\mathrm A\) a \(V=100\,\mathrm V\) e \(f=50\,\mathrm{Hz}\), risulta \(X_C=100\,\Omega\) e \(C=1/(2\pi f X_C)\simeq31{,}83\,\mu\mathrm F\).

6. Confronto sistematico fra R, L e C

Proprietà Resistore R Induttore L Condensatore C
Legge nel tempo \(v=Ri\) \(v=L\,di/dt\) \(i=C\,dv/dt\)
Relazione fasoriale \(\underline V=R\underline I\) \(\underline V=j\omega L\underline I\) \(\underline I=j\omega C\underline V\)
\(\varphi_v-\varphi_i\) \(0^\circ\) \(+90^\circ\) \(-90^\circ\)
Rapporto fra valori efficaci \(V/I=R\) \(V/I=\omega L\) \(V/I=1/(\omega C)\)
Energia dissipazione campo magnetico \(Li^2/2\) campo elettrico \(Cv^2/2\)

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in regime sinusoidale, modificando i parametri e osservando
tensioni, correnti e sfasamenti.

7. I diagrammi temporali e fasoriali sono coerenti

Scegliamo il fasore della corrente sull’asse reale positivo. Sul resistore, tensione e corrente sono allineate; sull’induttore, il fasore della tensione è ruotato di \(+90^\circ\) rispetto a quello della corrente. Per il condensatore è invece più immediato porre la tensione sull’asse reale positivo: la corrente è ruotata di \(+90^\circ\) rispetto alla tensione. In entrambi i casi i grafici temporali devono mostrare esattamente lo stesso anticipo o ritardo.

La formula mnemonica «nell’induttore la corrente ritarda; nel condensatore la corrente anticipa» è corretta solo dichiarando rispetto alla tensione e con i riferimenti coerenti. Cambiare il verso della corrente di riferimento o la polarità di tensione senza adeguare le equazioni conduce a errori di segno apparentemente paradossali.

8. Verifiche dimensionali e condizioni di validità

Il controllo dimensionale conferma la coerenza delle tre relazioni costitutive. Per il resistore \([R]=\mathrm V/\mathrm A=\Omega\). Nel caso dell’induttore \([L]=\mathrm{V\,s/A}=\mathrm H\), quindi \([\omega L]=\mathrm{s^{-1}\,H}=\Omega\). Per il condensatore, invece, \([C]=\mathrm{A\,s/V}=\mathrm F\), da cui \([1/(\omega C)]=\Omega\). Il radiante è adimensionale nel controllo dimensionale.

Le relazioni fasoriali descritte valgono per una sola componente sinusoidale a frequenza comune, in regime permanente, con elementi ideali lineari e parametri costanti. Non descrivono, da sole, l’avviamento del circuito, sorgenti con componente continua, segnali non sinusoidali oppure materiali con saturazione e parametri dipendenti dall’ampiezza. L’induttore reale ha resistenza di avvolgimento, perdite nel nucleo e capacità parassite; il condensatore reale presenta perdite, dispersioni ed elementi parassiti. Il loro studio sistematico è riservato all’Articolo 17.

9. Errori ricorrenti da prevenire

  • Confondere valore efficace e valore massimo: le formule fasoriali precedenti usano valori efficaci; moltiplicare ancora per \(\sqrt2\) soltanto nel passaggio alla sinusoide istantanea.
  • Omettere il fattore \(j\): \(V=\omega LI\) e \(V=I/(\omega C)\) sono relazioni tra moduli, non equazioni fasoriali complete.
  • Trattare L e C come resistenze: l’unità ohm di una reattanza non implica dissipazione.
  • Scambiare anticipo e ritardo: per la stessa convenzione passiva la tensione precede la corrente su L, mentre la corrente precede la tensione su C.
  • Estendere il modello ideale senza limiti: i limiti a frequenza nulla o infinita non descrivono automaticamente il circuito reale e non sostituiscono l’analisi dei transitori.
  • Credere che nel condensatore gli elettroni attraversino il dielettrico: il campo variabile e le cariche sulle armature spiegano la corrente ai terminali nel modello ideale.

10. Esercizio comparativo con una sorgente sinusoidale comune

Consideriamo separatamente tre bipoli ideali alimentati dalla medesima tensione \(v(t)=\sqrt2\cdot100\cos(2\pi\cdot50t)\,\mathrm V\). Scegliamo \(R=100\,\Omega\), \(L=0{,}100\,\mathrm H\) e \(C=31{,}8\,\mu\mathrm F\). Per R si ha \(I_R=1{,}000\,\mathrm A\), con fase \(0^\circ\); per L \(I_L\simeq3{,}183\,\mathrm A\), con fase \(-90^\circ\); per C \(I_C\simeq0{,}999\,\mathrm A\), con fase \(+90^\circ\).

Le tre correnti non vanno sommate: sono i risultati di tre esperimenti distinti, ciascuno con un solo bipolo. La somma fasoriale di correnti e l’analisi sistematica di collegamenti saranno affrontate negli articoli dedicati. Il confronto serve a isolare e osservare la legge costitutiva di ciascun elemento.

11. Autoverifica ragionata

  1. Se si raddoppia la frequenza, mantenendo costanti \(L\) e \(V\), come cambia la corrente efficace dell’induttore? Si dimezza.
  2. Se si raddoppia la frequenza, mantenendo costanti \(C\) e \(V\), come cambia la corrente efficace del condensatore? Raddoppia.
  3. Quando la corrente di un induttore sinusoidale è massima in modulo, quale valore ha la tensione? Zero, perché la derivata della corrente è nulla.
  4. Quando la tensione del condensatore è zero e attraversa lo zero con pendenza non nulla, è necessariamente nulla anche la corrente? No: in modulo è massima per una sinusoide pura.
  5. Perché non basta scrivere \(V=X_L I\) per risolvere un problema fasoriale? Perché manca l’informazione di quadratura, codificata da \(j\).
  6. Un induttore ideale dissipa in media energia in regime sinusoidale? No: accumula e restituisce periodicamente l’energia magnetica.

12. Sintesi operativa e continuità del percorso

Nel resistore ideale, tensione e corrente sono proporzionali e in fase. Per l’induttore ideale, invece, la tensione è proporzionale alla derivata della corrente e la anticipa di 90°. Nel condensatore ideale, al contrario, la corrente è proporzionale alla derivata della tensione e la anticipa di 90°. Questo risultato nasce direttamente dalle leggi costitutive e dall’operatore di derivazione fasoriale \(j\omega\).

L’Articolo 17 generalizzerà queste relazioni mediante i concetti di impedenza e ammettenza e introdurrà i modelli reali. Successivamente sarà possibile analizzare collegamenti serie, parallelo e reti sinusoidali senza confondere comportamento del singolo bipolo e comportamento della rete complessiva.

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