Resistenze in serie e in parallelo: formule ed esempi pratici

Resistenze in serie e in parallelo: differenze, formule ed esempi pratici

Immagina di dover collegare tre lampadine a una batteria.

Puoi disporle una dopo l’altra, formando un unico percorso per la corrente, oppure collegarle su rami distinti, in modo che ciascuna riceva direttamente l’alimentazione.

Sebbene i componenti siano gli stessi, il comportamento del circuito cambia completamente: variano la corrente, la tensione, la resistenza equivalente e perfino il funzionamento delle lampadine.

Per questo motivo è fondamentale conoscere i due principali tipi di collegamento utilizzati nei circuiti elettrici: il collegamento in serie e il collegamento in parallelo.

In questo articolo scopriremo come funzionano, quali sono le loro proprietà, come calcolare la resistenza equivalente e perché vengono utilizzati in applicazioni completamente diverse, dagli impianti domestici ai circuiti elettronici.

Confronto grafico tra un circuito con tre resistenze collegate in serie e uno con tre resistenze collegate in parallelo, con indicazione del percorso della corrente, della distribuzione della tensione e delle formule della resistenza equivalente.
Confronto tra collegamento in serie e collegamento in parallelo: la corrente e la tensione si distribuiscono in modo diverso e cambiano le formule per calcolare la resistenza equivalente.

Che cos’è un collegamento in serie?

Il collegamento in serie è il modo più semplice per unire più resistenze all’interno di un circuito elettrico. In questa configurazione i resistori vengono collegati uno dopo l’altro, formando un unico percorso attraverso il quale può scorrere la corrente elettrica.

Poiché esiste una sola strada disponibile, gli elettroni non possono scegliere percorsi alternativi: tutta la corrente attraversa obbligatoriamente ogni resistenza nello stesso ordine.

Questo significa che ciascun componente è attraversato dalla stessa corrente elettrica, mentre la tensione fornita dal generatore viene ripartita tra le diverse resistenze in funzione del loro valore.

Possiamo immaginare il collegamento in serie come una strada con una sola corsia: tutte le automobili sono costrette a seguire lo stesso percorso e ad attraversare tutti i caselli presenti lungo la strada. Allo stesso modo, in un circuito in serie, la corrente percorre obbligatoriamente tutti i componenti.

Schema di un circuito con una batteria e tre resistenze collegate in serie. Una freccia blu indica la corrente elettrica che attraversa tutti i resistori lungo un unico percorso.
Nel collegamento in serie la corrente elettrica attraversa tutte le resistenze seguendo un unico percorso, senza possibilità di dividersi.

Le proprietà del collegamento in serie

Il fatto che esista un solo percorso per la corrente elettrica determina tutte le proprietà fondamentali del collegamento in serie. Una volta compreso questo principio, il comportamento dell’intero circuito diventa molto intuitivo.

Poiché gli elettroni attraversano obbligatoriamente tutte le resistenze, la corrente ha lo stesso valore in ogni punto del circuito. Non può aumentare, diminuire o dividersi, perché non esistono percorsi alternativi.

La tensione, invece, si comporta in modo diverso. L’energia fornita dal generatore viene progressivamente “consumata” attraversando ciascuna resistenza, per cui la tensione totale si ripartisce tra i vari componenti. La somma delle cadute di tensione è sempre uguale alla tensione erogata dal generatore.

Anche la resistenza equivalente aumenta. Ogni nuova resistenza aggiunta rappresenta un ulteriore ostacolo al passaggio della corrente, proprio come aggiungere un nuovo restringimento lungo una strada rende più difficile il traffico.

Per questo motivo, un circuito formato da più resistenze in serie oppone sempre una resistenza maggiore rispetto a ciascuna delle resistenze che lo compongono.

Circuito con tre resistenze collegate in serie. La corrente è la stessa in tutto il circuito, mentre la tensione del generatore si divide nelle cadute di tensione V₁, V₂ e V₃, secondo la relazione V = V₁ + V₂ + V₃.
Nel collegamento in serie la corrente mantiene lo stesso valore in tutti i componenti, mentre la tensione del generatore si ripartisce tra le singole resistenze.

Come si calcola la resistenza equivalente in serie

Quando più resistenze sono collegate in serie, il loro effetto complessivo può essere sostituito da un’unica resistenza, chiamata resistenza equivalente. Questa resistenza produce lo stesso effetto sul circuito delle resistenze originali considerate nel loro insieme.

Poiché ogni resistore rappresenta un ulteriore ostacolo al passaggio della corrente, la resistenza equivalente si ottiene semplicemente sommando i valori di tutte le resistenze presenti nel circuito.

\(R_{eq}=R_1+R_2+R_3+\cdots\)

La resistenza equivalente è quindi sempre maggiore di ciascuna delle singole resistenze che compongono il collegamento. Aggiungere una nuova resistenza in serie significa aumentare l’opposizione complessiva al passaggio della corrente elettrica.

Da ricordare
Nel collegamento in serie la resistenza equivalente è uguale alla somma delle singole resistenze ed è sempre maggiore della resistenza più grande presente nel circuito.
Tre resistenze da 10 Ω, 20 Ω e 30 Ω collegate in serie vengono sostituite da un'unica resistenza equivalente di 60 Ω, ottenuta sommando i valori delle singole resistenze.
Nel collegamento in serie la resistenza equivalente si ottiene sommando i valori di tutte le resistenze presenti nel circuito.

Esempio di calcolo della resistenza equivalente in serie

Vediamo ora un semplice esempio pratico. Supponiamo di collegare in serie tre resistenze aventi i seguenti valori:

  • R₁ = 10 Ω
  • R₂ = 20 Ω
  • R₃ = 30 Ω
\(R_{eq}=10+20+30=60\ \Omega\)

La resistenza equivalente del circuito è quindi pari a 60 Ω. Possiamo sostituire le tre resistenze con un unico resistore da 60 Ω ottenendo esattamente lo stesso comportamento elettrico dal punto di vista del generatore.

Questo esempio mostra chiaramente come, nel collegamento in serie, ogni nuova resistenza contribuisca ad aumentare l’opposizione complessiva al passaggio della corrente elettrica.

Che cos’è un collegamento in parallelo?

Nel collegamento in serie la corrente elettrica era costretta a seguire un unico percorso. Nel collegamento in parallelo, invece, il circuito offre più strade tra cui scegliere.

Le resistenze non sono più collegate una dopo l’altra, ma vengono disposte su rami distinti, collegati agli stessi due punti del circuito. In questo modo ogni resistore è alimentato direttamente dal generatore.

Quando la corrente raggiunge il punto in cui il circuito si divide, si ripartisce tra i diversi rami disponibili. La quantità di corrente che percorre ciascun ramo dipende dal valore della resistenza presente: i rami con resistenza minore vengono attraversati da una corrente maggiore, mentre quelli con resistenza più elevata lasciano passare una corrente minore.

Possiamo immaginare il collegamento in parallelo come una strada che si divide in più corsie. Le automobili non sono più costrette a seguire lo stesso percorso, ma possono distribuirsi sulle diverse corsie, rendendo il traffico più scorrevole. Allo stesso modo, in un circuito in parallelo, la corrente si distribuisce tra i vari rami disponibili.

Schema di un circuito con tre resistenze collegate in parallelo. La corrente totale I si divide nei tre rami del circuito generando le correnti I₁, I₂ e I₃, che attraversano i rispettivi resistori.
Nel collegamento in parallelo la corrente elettrica si divide tra i diversi rami del circuito, mentre ogni resistenza è collegata agli stessi due nodi.

Le proprietà del collegamento in parallelo

Nel collegamento in parallelo tutte le resistenze sono collegate agli stessi due nodi del circuito. Questo significa che ogni ramo è direttamente connesso ai morsetti del generatore e si comporta come un percorso indipendente per il passaggio della corrente elettrica.

La prima conseguenza è che la tensione ai capi di ogni resistenza è la stessa. Ogni resistore riceve infatti l’intera tensione fornita dal generatore, indipendentemente dal numero di rami presenti nel circuito.

La corrente, invece, si divide tra i diversi rami. Quando raggiunge il nodo di diramazione, una parte attraversa la prima resistenza, un’altra la seconda e un’altra ancora la terza. La somma delle correnti che percorrono i singoli rami è sempre uguale alla corrente totale fornita dal generatore.

Poiché esistono più percorsi disponibili, aggiungere una nuova resistenza in parallelo non rende più difficile il passaggio della corrente. Al contrario, offre un’ulteriore strada attraverso cui gli elettroni possono muoversi, riducendo l’opposizione complessiva del circuito.

Per questo motivo la resistenza equivalente di un collegamento in parallelo è sempre inferiore alla resistenza più piccola presente nel circuito, una proprietà che spesso sorprende chi affronta per la prima volta questo argomento.

Schema di un circuito con tre resistenze collegate in parallelo. Ogni ramo è attraversato da una corrente diversa (I₁, I₂ e I₃), mentre la tensione ai capi di ciascuna resistenza è la stessa, come indicato dalla relazione V₁ = V₂ = V₃.
Nel collegamento in parallelo ogni resistenza è sottoposta alla stessa tensione del generatore, mentre la corrente si distribuisce tra i diversi rami del circuito.

Come si calcola la resistenza equivalente in parallelo

Anche nel collegamento in parallelo è possibile sostituire tutte le resistenze con un’unica resistenza equivalente, cioè una resistenza che produce lo stesso effetto elettrico dell’intero circuito.

A differenza del collegamento in serie, però, la resistenza equivalente non si ottiene sommando i valori delle singole resistenze. Poiché la corrente dispone di più percorsi attraverso cui scorrere, l’opposizione complessiva al suo passaggio diminuisce.

Per questo motivo la resistenza equivalente di un collegamento in parallelo risulta sempre inferiore alla resistenza più piccola presente nel circuito.

\(\frac{1}{R_{eq}}=\frac{1}{R_1}+\frac{1}{R_2}+\frac{1}{R_3}+\cdots\)

Questa relazione è valida per qualsiasi numero di resistenze collegate in parallelo. Sebbene possa sembrare meno immediata rispetto alla somma utilizzata nel collegamento in serie, riflette perfettamente il comportamento fisico del circuito: aggiungere nuovi rami significa offrire alla corrente ulteriori percorsi, riducendo la resistenza complessiva.

Caso particolare: due resistenze in parallelo

Quando il circuito contiene soltanto due resistenze, è possibile utilizzare una formula più semplice e molto usata negli esercizi. Questa espressione permette di calcolare rapidamente la resistenza equivalente senza dover sommare i reciproci delle resistenze.

Attenzione!
Nel collegamento in parallelo la resistenza equivalente è sempre minore della resistenza più piccola del circuito. Se il risultato del calcolo è maggiore di una delle resistenze presenti, significa che è stato commesso un errore.

Esempio di calcolo della resistenza equivalente in parallelo

Consideriamo ora il caso più semplice: due resistenze uguali collegate in parallelo, entrambe da 10 Ω.

Possiamo applicare direttamente la formula semplificata per due resistenze:

\(R_{eq}=\frac{10\cdot10}{10+10}=\frac{100}{20}=5\ \Omega\)

La resistenza equivalente del circuito è quindi pari a 5 Ω, cioè un valore inferiore a ciascuna delle due resistenze presenti.

Questo risultato può sembrare sorprendente, ma è perfettamente coerente con il comportamento del collegamento in parallelo: aggiungendo un secondo percorso, la corrente incontra una minore opposizione complessiva e può distribuirsi tra i due rami.

Testo alternativo (ALT)
Due resistenze identiche da 10 Ω collegate in parallelo possono essere sostituite da un’unica resistenza equivalente di 5 Ω, mantenendo invariato il comportamento del circuito tra i morsetti A e B.

Serie e parallelo a confronto

Il collegamento in serie e quello in parallelo rappresentano i due modi fondamentali per collegare le resistenze in un circuito elettrico. Pur utilizzando gli stessi componenti, il comportamento del circuito cambia profondamente: corrente, tensione e resistenza equivalente si distribuiscono in modo completamente diverso.

Confrontare le caratteristiche dei due collegamenti è il modo migliore per fissare i concetti fondamentali e scegliere la configurazione più adatta nelle diverse applicazioni pratiche.

La tabella seguente riassume in modo semplice le principali differenze tra il collegamento in serie e quello in parallelo, evidenziando le proprietà che è importante ricordare durante lo studio e la risoluzione degli esercizi.

⚙️ Caratteristica 🔵 Serie 🟢 Parallelo
🛣️ Percorso della corrente Un solo percorso Più percorsi indipendenti
⚡ Corrente È la stessa in tutte le resistenze Si divide tra i vari rami
🔋 Tensione Si divide tra le resistenze È la stessa su ogni ramo
🧱 Resistenza equivalente Sempre maggiore di ogni singola resistenza Sempre minore della resistenza più piccola
🧮 Formula Req = R1 + R2 + R3 + … 1/Req = 1/R1 + 1/R2 + 1/R3 + …
❌ Se una resistenza si interrompe Si interrompe tutto il circuito Gli altri rami continuano a funzionare
🏠 Applicazioni tipiche Partitori di tensione, sensori, circuiti elettronici Impianti domestici, prese elettriche, illuminazione

Ricordare queste differenze è fondamentale per comprendere il funzionamento dei circuiti elettrici. Il collegamento in serie viene utilizzato quando si desidera che la stessa corrente attraversi tutti i componenti, mentre il collegamento in parallelo è la soluzione ideale quando ogni utilizzatore deve ricevere la stessa tensione e funzionare in modo indipendente.

Dove vengono utilizzati i collegamenti in serie e in parallelo?

I collegamenti in serie e in parallelo non sono soltanto esercizi di elettrotecnica: vengono utilizzati ogni giorno in impianti elettrici, dispositivi elettronici e apparecchi di uso comune. La scelta del tipo di collegamento dipende dal comportamento che si desidera ottenere dal circuito.

Il collegamento in serie viene impiegato quando è necessario che la stessa corrente attraversi tutti i componenti. È il caso, ad esempio, di alcuni circuiti elettronici, dei partitori di tensione, dei fusibili e di particolari catene di LED progettate per funzionare con un’unica corrente.

Il collegamento in parallelo, invece, è la soluzione più diffusa negli impianti elettrici. In una normale abitazione tutte le prese e tutti i punti luce sono collegati in parallelo, così ogni utilizzatore riceve la stessa tensione della rete elettrica e può funzionare indipendentemente dagli altri.

Lo stesso principio viene utilizzato anche negli impianti industriali, nei quadri elettrici e nella maggior parte dei dispositivi elettronici moderni, dove è fondamentale garantire il funzionamento indipendente dei diversi utilizzatori.

Questo spiega perché, se una lampadina si fulmina, le altre continuano a rimanere accese e perché è possibile accendere o spegnere un elettrodomestico senza influenzare il funzionamento degli altri dispositivi collegati all’impianto.

Lo sapevi?
Nelle abitazioni moderne prese, lampade ed elettrodomestici sono collegati in parallelo. In questo modo ciascun dispositivo riceve la tensione di rete e continua a funzionare anche se un altro utilizzatore viene spento o si guasta.

In conclusione

Il collegamento in serie e quello in parallelo rappresentano le due configurazioni fondamentali utilizzate nei circuiti elettrici. Comprenderne le differenze significa capire come si distribuiscono corrente, tensione e resistenza equivalente e, soprattutto, saper scegliere il tipo di collegamento più adatto a ogni applicazione.

Questi concetti costituiscono la base dell’elettrotecnica e saranno indispensabili per affrontare gli argomenti successivi, come i partitori di tensione, le leggi di Kirchhoff e l’analisi di circuiti sempre più complessi.

Laboratorio Virtuale – Resistenze in serie e in parallelo

Dopo aver compreso le differenze tra il collegamento in serie e quello in parallelo, è il momento di verificare questi concetti con un laboratorio virtuale interattivo.

Potrai costruire il circuito scegliendo il tipo di collegamento, aggiungere o rimuovere resistenze e osservare in tempo reale come cambiano la resistenza equivalente, la corrente e la tensione nei diversi rami del circuito.

Sperimentare direttamente questi collegamenti permette di comprendere in modo intuitivo il comportamento delle reti elettriche e costituisce la base per affrontare lo studio di circuiti più complessi.

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